
Cairo. E’ polemica tra il Wwf valbormidese ed il sindaco di Cairo Fulvio Briano dopo il dossier dell’associazione che ha lanciato l’allarme inquinamento per la zona IT0705, tra Altare, Carcare e Cairo. Dopo le accuse eccessivo allarmismo lanciate oggi dal primo cittadino cairese (che non vuole sottovalutare la situazione ed ha già scritto a Regione e Arpal), è arrivata la risposta del Wwf Val Bormida: “Con la pubblicazione del dossier in questione non era nostra intenzione accusare nessuno, semmai mettere in evidenza le svariate criticità ambientali e sanitarie presenti nella zona di Altare, Carcare e Cairo, con lo scopo di sollecitare i vari Enti Pubblici preposti a mettere in atto piani di risanamento ambientali efficaci per tutta l’area”.
“Il territorio di Cairo è solo una parte della zona in questione. I dati epidemiologici di cause di morte citati sono i più recenti a disposizione del pubblico. Se la stessa Agenzia Sanitaria Regionali li ha divulgati attraverso una propria pubblicazione del 2010 ed anche con assemblee pubbliche nel corso dell’anno 2011, indica che tali dati hanno comunque una valenza scientifica. Ma ci preme sottolineare come il Wwf abbia esplicitamente fatto richiesta di eseguire approfonditi e aggiornati studi epidemiologici di mortalità e morbilità per la popolazione della zona e per i lavoratori non residenti ma impiegati nei 3 comuni. I dati citati comunque non sono per nulla tranquillizzanti” precisa ancora l’associazione.
Infine il biodigestore: “Appare sconcertante che, nonostante le oltre 20 criticità narrate nel dossier, il sindaco parli solamente del biodigestore, impianto non ancora in funzione. Brevemente, intendiamo ripetere che l’impianto in questione, sia per la sua taglia che per la sua localizzazione, non dovrebbe essere autorizzato. Per una vera sostenibilità ambientale si dovrebbero prevedere più impianti di questo tipo nella provincia, con lo scopo di ridurre il più possibile le emissioni da traffico veicolare derivanti sia per il conferimento dell’umido che per il trasporto del compost prodotto, e con la creazione di filiere locali”.