Albenga. Quest’anno, il vecchio regolamento di polizia rurale avrebbe raggiunto le 70 candeline; era infatti stato approvato nel dicembre 1943. Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata e parecchia ma nessuno, fino a venerdì sera, aveva provveduto a modificarlo: ci ha pensato l’assessore all’Agricoltura Carlo Parodi che, dopo un intenso lavoro di concertazione, nella seduta consigliare di ieri sera ha portato in approvazione il nuovo testo.
“Sono estremamente soddisfatto per aver portato a compimento questo passaggio – afferma – Ora va seguito ed applicato affinché possa dare i risultati attesi. È necessario un forte impegno di informazione ed educazione che certamente non mancherà. Mi rammarica solo che nonostante gli sforzi per avere un buon testo, dopo tutto il lavoro fatto insieme agli uffici, alle organizzazioni professionali agricole ed alla maggioranza, la minoranza, probabilmente in preda a mille dubbi ed indecisioni, abbia fatto completamente mancare il proprio contributo su un argomento tanto importante: mi sarei aspettato delle proposte di emendamento che potessero migliorare ulteriormente il regolamento, e invece l’unica proposta è stata quella di rimandare. Mi spiace, ma il prendere tempo per poi non decidere nulla non mi appartiene”.
“È proprio l’incapacità di decidere e di governare il territorio che ha portato ai guasti che tutti conosciamo: frequenti allagamenti anche con piogge non eccezionali, scarsa cura ed abbandono del territorio a se stesso. In 70 anni il territorio è radicalmente mutato; Albenga è passata da meno di dodicimila abitanti ai quasi venticinquemila di oggi, con un ambiente rurale fortemente antropizzato. Il regolamento richiama alle proprie responsabilità chi vive e lavora sul territorio riconferendogli un ruolo centrale ed attivo nella tutela e cura del territorio stesso. Diventa di nuovo obbligatorio provvedere tempestivamente alla pulizia dei fossati, riaprire quelli eventualmente chiusi o ristretti nel tempo così come è necessario mantenere i terreni in stato decoroso ed i confini puliti, senza lasciare scorrere l’acqua dei campi direttamente sulle strade. Ora il Comune ha regole certe con strumenti efficaci per farle rispettare; se col tempo si rileveranno delle criticità non aspetteremo 70 anni per correggerle”, conclude l’assessore.
