Cronaca

Usura a Ceriale, Gangemi denuncia i Calì e l’associazione anti-racket per diffamazione: “Assurdo”

elvis calì (figlio dello scomparso)

Ceriale. “Né io né mio padre abbiamo ricevuto alcuna denuncia. Comunque non siamo preoccupati, anche perché abbiamo sempre e solo detto la verità”.

Elvis Calì risponde così alla notizia della querela che Giuseppe Gangemi, arrestato nel luglio scorso per usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria, avrebbe sporto nei confronti dei due membri della famiglia cerialese – titolare di una gelateria della cittadina rivierasca – dalla quale avrebbe preteso la restituzione di prestiti a tassi criminali (per poi essere arrestato), e nei confronti del responsabile dell’associazione “Sos Racket Usura”, Frediano Manzi.

Gangemi (74 anni), finito in manette grazie a un video girato proprio da Manzi e che riprendeva lo scambio di denaro tra Calì e il presunto strozzino, ha denunciato Elvis e il padre per diffamazione e calunnia perché avrebbero insinuato che il pensionato godesse della compiacenza delle locali forze dell’ordine e perché si sarebbero contraddetti parlando dei prestiti effettuati dall’uomo.

“Noi non abbiamo fatto alcuna insinuazione, men che meno quella che riguarda le forze dell’ordine e, in relazione ai prestiti a tassi usurari, abbiamo sempre detto la verità e fornito la stessa versione” precisa Elvis Calì.

Le indagini su Gangemi avevano visto la collaborazione tra carabinieri e Finanza. All’uomo era stati sequestrato un patrimonio sospetto di circa due milioni di euro (dieci abitazioni, denaro contante, gioielli, orologi, titoli azionari e la partecipazione in una società di gestione immobiliare).

La vicenda di usura si era intrecciata con la scomparsa del padre di Elvis, Salvatore, fuggito di casa a maggio proprio perché – così avevano dichiarato padre e figlio – in difficoltà con i prestiti ricevuti da Gangemi e poi, per fortuna, rientrato a casa sano e salvo. Quell’allontanamento fece sì che il figlio si decidesse a tendere una trappola a Gangemi, filmato di nascosto dal responsabile di “Sos Racket Usura” e poi arrestato.

“Una storia che ha davvero dell’incredibile – dice Frediano Manzi, responsabile di Sos Racket Usura – E’ la prima volta che una persona arrestata dopo una denuncia dell’associazione mi querela per una storia vera e soprattutto con prove. Proprio Gangemi, nel video girato, dice una frase inequivocabile: ‘Io vivo di interessi’. Cosa dire di più?”.

“Vorrei inotre precisare che sono stato io a porre una questione relativa alle forze dell’ordine, con la quale non accuso nessuno ma sollevo semplicemente un interrogativo che sorge spontaneo: Ceriale non è certo una metropoli, per cui mi chiedo come mai nessuno avesse avuto sospetti sul tenore di vita, non certo da persona indigente, di un pensionato che dichiarava un reddito di seimila euro l’anno. Possibile che le forze dell’ordine non avessero sospetti? Possibile che non si siano mai interrogate su quel personaggio e non abbiano mai mandato quantomeno un’informativa alla procura? Ripeto, non lancio accuse, ma mi pongo solo domande logiche – dice ancora Manzi – Inoltre mi sorprende la tempestività con la quale ho ricevuto notizia della querela: la denuncia è del 13 dicembre e mi è stato notificato l’avviso di garanzia già ieri, dopo soli 13 giorni. Una tempistica direi da record”.

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