Cronaca

L’addio a Gianni Chiaramonti: “Con occhio etico partecipava alle vicende della nostra umanità”

Savona. “Ha dedicato la sua vita a prendere parte alle vicende della nostra umanità”. Con queste parole don Franco Parodi ha descritto l’avventura terrena di Gianni Chiaramonti, fotoreporter de “La Stampa”, nell’omelia che ha accompagnato il rito funebre nella chiesa di San Giovanni in Domenico.

Davanti alla bara sotto un fiocco bianco l’inseparabile fotocamera. “Guardava le vicende umane e le fissava con l’obiettivo della sua macchina fotografica, sapendo cogliere il momento, senza mai cadere nel gusto scandalistico – ha detto don Franco – Collaborava a costruire con il suo occhio etico una società migliore. A tutto questo ha saputo dare il suo tocco di stile”.

Il sacerdote infine, come già ieri il vescovo Vittorio Lupi nella benedizione della salma, ha avuto parole di conforto per i familiari: “Con affetto tutti li abbracciamo”. La chiesa era gremita di colleghi, amici, rappresentanti delle forze dell’ordine e istituzionali dal Comune di Savona, e una delegazione dei vigili del fuoco. Il feretro è giunto portato a spalla dai confratelli in cappa dall’Oratorio del Cristo Risorto.

Non se ne va soltanto un fotoreporter magistrale, ma un insieme di valori professionali che oggi è difficile rintracciare. E la mancanza di Gianni punge nel mondo del giornalismo locale, in lutto da mercoledì scorso quando è giunta la notizia dell’ultimo respiro. Si è spento a 68 anni all’ospedale di Novara: ha lottato esemplarmente contro il Parkinson, eppure alla fine è stato un male incurabile a sconfiggerlo. Accanto a lui la moglie Giuse e i figli Oriana e Luca.