Cronaca

Ex dirigente del Comune di Cairo accusato di concussione: interviene la prescrizione “salva-Penati”

tribunale Savona

Cairo Montenotte. Il processo a Enrico Flandi, ex responsabile dell’area tecnica del Comune di Cairo, si chiude con un “non doversi procedere per prescrizione dei reati”. E’ la cosiddetta norma salva-Penati (così ribattezzata dal Pdl), varata a novembre sulla concussione per induzione, che fa arrivare al capolinea la pratica giudiziaria a carico dell’architetto albisolese cinquantunenne.

I fatti contestati al professionista, infatti, risalgono sino all’ottobre 2002 e, quindi, secondo la nuova legge, è intervenuta la prescrizione – ora abbreviata – dei 10 anni. La fattispecie di reato associata all’ex dirigente, infatti, è stata quella della concussione per induzione, da poco riformata (con l’inserimento nel codice penale dell’articolo 319-quater diventa “Induzione indebita a dare o promettere utilità”).

Flandi era accusato di avere richiesto a tre ditte, in cambio di agevolazioni nell’assegnazione di appalti, l’esecuzione di lavori privati nella sua abitazione albisolese. In particolare, uno degli episodi che venivano contestati all’architetto è quello relativo alla ditta “Franco Prato”, che aveva vinto la gara per gli interventi relativi alla lottizzazione in località Peire, la quale ha svolto lavori per la pavimentazione della casa dell’architetto e per le rubinetterie e i sanitari (per importi di circa 40 mila euro).

Sempre secondo l’accusa, altri “lavori privati” per il giardino dell’architetto, erano stati eseguiti dalla ditta florovivaistica “Marco Rossi”, anche in questo caso per diverse migliaia di euro. Un terzo episodio riguardava altri interventi di carattere elettrico da parte della “Electro Project”, nei confronti della quale l’imputato avrebbe chiesto l’acquisto di materiali per un costo di 2.160 euro.

L’architetto ha sempre respinto le accuse e si è sempre detto innocente. L’avvocato difensore di Flandi, Rosanna Rebagliati, ha accolto con “perplessità” il non doversi procedere, ribadendo “la completa estraneità” dell’assistito alle accuse mosse dalla Procura.