Cronaca

Borghetto, traffico illecito di rifiuti speciali verso la Romania scoperto dalla polizia locale

Borghetto. Trasportavano verso la Romania un grosso carico di rifiuti speciali senza avere però la necessaria autorizzazione. Due autisti romeni, T.L.C. e T.I.C., rispettivamente di 27 e 37, che erano alla guida di un autoarticolato e un autocarro erano stati però fermati dalla polizia municipale di Borghetto che aveva scoperto il traffico illecito.

I mezzi erano stati intercettati in largo Gilberto Govi e sottoposti a sequestro preventivo per la violazione della normativa in materia ambientale visto che la coppia di trasportatori non avevano la prescritta iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali ed erano privi dell’autorizzazione per lo stesso trasporto e il commercio.

Quell’operazione di polizia ambientale, che risale al marzo 2011, si è conclusa proprio in questi giorni con la condanna di T.L.C. e T.I.C., a quattro mesi di arresto e a 2.400 euro di ammenda ciascuno, oltre alla confisca dell’autocarro utilizzato per il trasporto. Gli imputati sono stati difesi da un avvocato rumeno stabilitosi in Italia. L’autoarticolato è stato restituito dopo un sequestro di un anno e nove mesi. Per tutto questo periodo, date le notevoli dimensioni del veicolo, il mezzo era stato custodito presso una depositeria di Carcare e, per il ritiro, il proprietario ha dovuto concordare la data, dovendo arrivare con l’aereo, dalla città di Iasi in Romania, e pagare preventivamente le spese di smaltimento dei rifiuti (come la pala meccanica, motocicli, circa 150 pneumatici usurati, mobili e altri oggetti) che erano stati confiscati.

L’operazione, che si è inserita nei controlli mirati in materia di autotrasporto e di polizia ambientale, che la Polizia Municipale di Borghetto S.Spirito sta portando avanti da tempo, non è stata scevra di difficoltà tenuto conto delle notevoli dimensioni dei due veicoli, dell’ingente quantitativo di rifiuti, delle difficoltà di comprensione della lingua e alle rimostranze dei due autotrasportatori che si sono rivolti persino al proprio Consolato nel tentativo di evitare il processo.