Cronaca

Rapinatori con la parrucca in azione alla filiale di Noli della Banca Popolare di Novara: spunta un terzo indagato

Noli. C’è una terza persona indagata per la rapina messa a segno il 6 giugno scorso nella Banca Popolare di Novara a Noli. Si tratta di un piemontese, Daniele S., residente a Carmagnola, che avrebbe avuto un ruolo marginale nel colpo. Secondo l’accusa l’uomo, che è stato colpito da una misura di obbligo di dimora nel suo comune di residenza, avrebbe “scortato” con la sua auto gli autori materiali della rapina, Antonio Arone e Cosimo Parrinello, entrambi trentenni piemontesi.

Parrinello e Arone erano finiti in manette nell’ottobre scorso grazie alle indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Savona. Dagli ulteriori accertamenti eseguiti dopo il loro arresto gli inquirenti erano risaliti a Daniele S. che, come dismostrano le ricevute autostradali, aveva accompagnato i due rapinatori a Noli sia nel giorno in cui i due fecero un sopralluogo nella banca che in quello del colpo. Probabilmente la presenza del terzo uomo sarebbe servita a Parrinello e Arone per avere un mezzo “pulito” con cui fuggire se qualcosa fosse andato storto.

Daniele S. questa mattina è stato convocato in tribunale a Savona per essere interrogato dal gip Emilio Fois, ma ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Parrinello e Arone erano entrati nell’istituto di credito di corso Italia con il volto cammuffato da parrucca e baffi, e armati di coltello di tipo “Opinel”. Non potendo attendere l’apertura temporizzata della cassaforte, avevano chiuso le persone presenti in banca nel caveau, rilevando dei sacchetti di monete e degli assegni. I due, nonostante parrucche e baffi erano stati comunque identificati dai carabinieri attraverso lo studio delle caratteristiche somatiche che erano state estratte dalle immagini riprese dalle telecamere della banca durante la rapina.

 

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