Albenga. Resta ancora difficile la situazione sul rio Carenda ad Albenga colpito dal disastro ambientale e faunistico provocato dallo sversamento di gasolio che dal deposito della Opam di Campochiesa è arrivato fino alla foce del torrente ingauno. Nella giornata di oggi è proseguita senza sosta l’azione di pompaggio del combustibile, in particolare all’altezza del ponte sull’Aurelia e proprio sulla foce, dove è stato posizionato uno scrematore in grado di far defluire l’acqua sottostante lo strato di combustibile.
Sono state inoltre cambiate le panne utilizzate per le operazioni di assorbimento del gasolio. A completare quella che i tecnici hanno definito la “bonifica iniziale” il lavaggio che verrà effettuato con getti d’acqua a pressione, partendo dal deposito e arrivando fino alla foce del Carenda.
“Contiamo entro qualche giorno di terminare questa prima fase” afferma Pier Seghizzi, responsabile della protezione civile di Albenga, “in seguito verranno eseguiti tutti i campionamenti per stabilire i livelli esatti di inquinamento. E’ certo che l’azione di ieri, oggi e dei prossimi giorni potrebbe essere in parte vanificata da possibili piogge intense, con un rio in piena che potrebbe trascinare via il gasolio fino in mare, creando quindi un danno ancora maggiore”.
Sul fronte dei danni alla fauna migliorano le condizioni dei 15 germani reali, due anatre ed una gallinella d’acqua soccorsi ieri pomeriggio lungo le sponde del rio, ricoperti dal combustibile: “Speriamo di riuscire a salvarli” dice Gianni Buzzi, vice presidente dell’Enpa. “Oggi, invece, abbiamo soccorso e curato un’altra decina di germani, meno gravi, tuttavia nei prossimi giorni temiamo avvelenamenti di altri animali, senza contare il combustibile che dalla foce è già arrivato al mare con il rischio per la fauna marina, oltre che per gabbiani e specie minori” conclude.







