Vado L. Omicidio, suicidio, incidente: è ancora un mistero la morte di Deresa “Busu” Bizunesh, la sessantenne trovata morta l’8 settembre scorso nel tratto di mare di Vado Ligure a circa 600 metri da riva. Un mistero su cui si spera di far luce grazie a una serie di perizie affidate agli esperti del Ris di Parma che hanno effettuato numerose analisi nella casa di Caraglio dove la donna viveva. Lo scopo è quello di individuare la presenza di tracce lasciate da persone diverse dai famigliari o dai conoscenti più intimi della sessantenne.
Finora la vita di Deresa sembra senza macchia. Sono però molti gli interrogativi relativi a quella notte: non si sa quale sia il collegamento tra la località di residenza della signora e Savona dove, nel quarteiere delle Fornaci, Deresa Busu arrivò in taxi nella serata del 7 settembre prima di morire annegata. Gli unici punti fermi restano le scarpe della donna lasciate sulla panca di legno della spiaggia libera delle Fornaci, la testimonianza del tassista che l’ha accompagnata da Cuneo a Savona e quelle delle persone che quella sera l’hanno vista, da sola, sulla passeggiata.
L’ipotesi del suicidio, quella avanzata fin dalle prime ore, sembra però stridere con alcuni segni trovati sul corpo della donna, in particolare con alcuni traumi sul volto e sulle braccia.







