Albenga. “Il sindaco Rosy Guarnieri, ad esecutivo azzerato, mi ha richiamato per una seconda volta nella sua nuova giunta per continuare a svolgere, da esterno, il ruolo di assessore ai servizi sociali. Il mio sì è arrivato nel primo pomeriggio di sabato scorso, dopo due incontri di chiarimento nella sala giunta” premette l’assessore riconfermato Eraldo Ciangherotti che, nelle ultime settimane, aveva gridato allo scandalo davanti alla prospettiva dell’allargamento della maggiornaza ingauna agli ex dissidenti Silvio Cangialosi e Gianni Pollio, e che, a rimpasto avvenuto, ha deciso di sedersi al fianco di alleati vecchi e nuovi.
In molti, in questi giorni, gli hanno chiesto di dare spiegazioni alla città di un comportamente giudicato contraddittorio. “Proprio per le tante storie umane che seguo da oramai 31 mesi con responsabilità e passione e che, in qualche modo, richiedono ancora un mio impegno in prima persona, ho deciso di ritornare, con lo stesso entusiasmo che, lo scorso aprile 2010, mi aveva portato ad entrare a Palazzo Civico – ha risposto l’assessore ai Servizi Sociali – Da oggi, dunque, si riprende a lavorare per il bene degli albenganesi con una sola certezza, ieri come oggi, da sempre motivo unico del mio impegno nella cosa pubblica: Albenga è la città che più amo”.
Dichiarazioni, queste, che probabilmente non serviranno a palcare gli animi. Almeno non quello di Iuri Patrone, coordinatore del comitato ingauno pro-Matteo Renzi: “In questi giorni la città di Albenga sta vivendo la più bassa storia politica del dopoguerra, una storia pregna di veleni, invidie e interessi privati. La cosa che maggiormente colpisce il comune cittadino è la completa mancanza di valori, ideali politici e competenze tecniche della minestra riscaldata propinata per l’ennesima volta alla cittadinanza dal sindaco Guarnieri”.
“Questa è la prova provata della politica vissuta lontano dal cittadino e non come impegno sociale , questa è la politica dei teatranti che meglio si esprimono, come il nuovo assessore nominato ai Lavori pubblici Bruno Robello Defilippis, nel curare blog satirici il cui miglior bersaglio risulta essere l’uUnto dal Signore’, l’assessore Eraldo Ciangherotti, sbeffeggiandolo quale arrivista con manie di protagonismo e con cui dovrà giornalmente lavorare nella nuova giunta di governo” afferma Patrone.
“Questi assessori hanno politicamente perso il lume della ragione, giocano con un giocattolo più grande di loro ignari del significato della parola coerenza e sono capaci, come l’assessore Ciangherotti, a nominarsi paladino della giustizia, ad attaccare pubblicamente i consiglieri Cangialosi e Pollio, tacciandoli di tradimento e malaffare, manifestando apertamente la sua incompatibilità ad occupare il consiglio comunale in una maggioranza che prevedesse il loro appoggio salvo, dopo essersi visto messo alla porta dall’autoritario sindaco, rientrare sorridente ad occupare il retribuito seggiolone amministrativo dietro, ed è lecito chiederselo, chissà quale riconoscimento. Probabbilmente il desiderio dell”orgasmo’ mediatico è più forte di qualsiasi valore e coerenza politica. Una sola parola: vergogna” conclude Patrone.