Ammontano ad oltre 700 milioni di euro i “risparmi prudenziali” che potrebbero arrivare per le casse dello Stato e per nuovi investimenti nella scuola dall’aumento di 6 ore dell’orario di lavoro dei professori delle medie e delle superiori, iniziativa contro la quale i docenti, stamane, hanno manifestato a Roma con un flash mob.
Lo stipendio, secondo quanto prevede il disegno di Legge di stabilità, rimane lo stesso, ma aumenta il numero “ufficiale” di ferie. E’ quanto si evince dalla relazione tecnica allegata al testo del ddl e predisposta dal ministero dell’Economia, che esamina le riduzioni di spesa e che fa le “pulci” all’attuale situazione delle ferie effettive dei docenti, non solo di quelle estive, ma anche di quelle di Natale e Pasqua.
La relazione, per quanto riguarda la proposta di riduzione delle spese non rimodulabili relative al ministero dell’Istruzione, indica una tabella che parla di un importo di 240 milioni di euro nel 2013 e di 721 milioni a partire dal 2014. Secondo la relazione, comunque, l’aumento delle 6 ore corrisponderebbe alla forte riduzione dei cosiddetti spezzoni di orario: gli organici di diritto della scuola, infatti, sono 132 mila per le medie e 188 mila per le superiori, insegnanti di sostegno esclusi.
A queste cattedre, però, si aggiungono degli “spezzoni di orario” che esulano dagli orari a 18 ore: oltre 7 mila per le medie e oltre 13 mila per le superiori. Con la copertura “gratuita” delle 6 ore, la riduzione delle spese sarebbe, secondo i “tecnici”, di almeno 120 milioni di euro l’anno per l’eliminazione degli “spezzoni orari coperti con ore eccedenti strutturali”: si tratta delle ore coperte dai docenti già in servizio a tempo indeterminato che fanno più delle loro 18 ore e che però proprio per questo vengono pagati in più. Secondo i dati della Banca d’Italia questi spezzoni sono costati nell’anno scolastico 2011/2012 oltre 129 milioni di euro. La seconda tranche di riduzione riguarda gli spezzoni orari coperti con “supplenze sino al termine delle attività didattiche”.
Con l’aumento delle ore, le riduzioni di “spezzoni” arriverebbero a 3.404 per le medie, e 5.865 per per la secondaria superiore. Ad uno stipendio medio lordo di 28 mila euro l’anno per supplente la “riduzione del fabbisogno” calcolata dalla relazione è di oltre 265 milioni di euro al 2014 (97,5 mln alle medie, 168 alle superiori). Infine la riduzione dell’organico degli insegnanti di sostegno che da 90,5 mila scenderebbero di 11,4 mila unità: a partire dal 2004 il risparmio sarebbe di 328 milioni. Che sommati ai 120 mln dello sforamento delle cattedre e ai 265 mln delle supplenze eliminate arrivano ad un totale di oltre 715 milioni di euro. La relazione tecnica, infine, esamina il “monte” ferie di fatto dei docenti, che oscilla dai 13 ai 16 giorni per le vacanze di Natale e Pasqua e dai 78 agli 87 per il periodo estivo.
Considerato, scrive sempre la relazione tecnica, che l’attuale normativa prevede per i docenti 47 giorni di ferie, si “ricava che i giorni di sospensione delle lezioni durante il periodo estivo nei quali i docenti dovranno assicurare la presenza, perché non copribili per incapienza di ferie” oscillano da 44 a 53. “Si tratta – sottolinea la relazione – di un numero sufficiente ad assicurare lo svolgimenti degli scrutini, degli esami di Stato, di ogni attività valutativa e anche delle attività preparatorie all’inizio dell’anno scolastico”.
