
Savona. Presidio molto partecipato stamani davanti alla sede Asl di via Manzoni a Savona. Non uno sciopero, in quanto i dipendenti hanno presenziato fuori dall’orario di lavoro e, alcuni, con permesso sindacale. Pur sempre una mobilitazione, però. La voce è univoca contro i tagli generali al comparto, indotti dalla Regione, ma soprattutto contro la riorganizzazione delle dotazioni organiche. Una settantina i coinvolti nel processo di mobilità: una trentina dal Santa Corona di Pietra Ligure al San Giuseppe di Cairo, i restanti dalla Valbormida al San Paolo di Savona.
Anna Maria Mortara, delegata Rsu del San Paolo, evidenzia: “Non ci piace questo piano con un programma di tagli che non garantiscono l’assistenza in tutti i settori e reparti ridimensionati. E’ un grosso danno per tutti. Ne fanno le spese gli utenti e gli operatori.
“La preoccupazione è grande – aggiunge Francesco Bertolo, sindacalista del Santa Corona – Forse finalmente la Regione si sta aprendo all’ascolto, speriamo continui. Questa è macelleria sociale, con riduzione dei servizi e mancanza della presenza territoriale. Si pensi solo alle liste d’attesa sugli esami diagnostici che durano mesi e mesi”.
Proprio il calo dell’attività assistenziale è l’aspetto che sottolineano i lavoratori della sanità. Anche da Albenga, dove il disappunto per i provvedimenti sul Santa Maria di Misericordia (a partire dal pronto soccorso declassato a punto di primo intervento) è sempre alle stelle: “Siamo qui per avere una riorganizzazione aziendale che offra tutela ai cittadini e chi lavora. Ci sono situazioni in cui si può risparmiare, sì, ma con criteri di difesa della salute. Purtroppo per Albenga la chirurgia verrà depotenziata in week surgery, di bassa entità. Questo limiterà la tipologia degli interventi in sale operatorie che, nuove e moderne, saranno quindi sotto-utilizzate”.
I delegati sindacali hanno chiesto al direttore generale Flavio Neirotti un vertice per rivedere la riorganizzazione del personale. “C’è da capire come si vogliono strutturare i servizi, perché infatti non ci risulta che Asl abbia ritirato il piano della mobilità che discende dal nuovo assetto organizzativo – osserva Fulvia Veirana della Funzione Pubblica Cgil Savona – Non è solo un problema di rappresentanza dei lavoratori, il punto vero è cosa si lascia sui nostri territori dal punto di vista dell’assistenza sanitaria”.
L’incontro tra organizzazioni sindacali e manager Neirotti è durato un paio d’ore. Di fatto ora è tutto congelato in attesa delle indicazioni della Regione. Neirotti e l’assessore regionale Montaldo si incontreranno all’inizio della prossima settimana a Genova per fare il punto. “Se i numeri sono quello che sono, il piano di riorganizzazione va fatto” ha detto il direttore generale dell’Asl, che comunque ha manifestato “disponibilità ai sindacati”. La trattativa non si può dire riaperta, ma risulta meno tesa. Il tavolo con le rappresentanze è già stato fissato per venerdì 19 ottobre nella sede dell’azienda sanitaria locale. La sospensione del piano sulla rete dell’emergenza è temporanea: l’amministrazione regionale di concerto con l’Asl vuole chiudere entro il 31 ottobre l’intervento straordinario (con i tagli e le razionalizzazioni).