Ortopedia ad Albenga in Consiglio regionale, potenziamento per contenere le fughe

ospedale albenga

Albenga. Il consigliere regionale Marco Melgrati (Pdl) ha illustrato un’interrogazione del luglio scorso sulla situazione del reparto di ortopedia del G.S.L. – Gruppo Sanità Ligure – presso l’ospedale Santa Maria Misericordia di Albenga. “Vogliamo sapere se la Giunta regionale ha intenzione di dotare di un ambulatorio divisionale il reparto di ortopedia del Gruppo Sanità Ligure; se vuole trovare una collocazione alternativa alla Rsa; se ha intenzione di usufruire della disponibilità del G.S.L. ad implementare con l’opzione di ortopedia il pronto soccorso di Albenga in casi di emergenza che richiedano l’intervento di ortopedici e in collaborazione con il reparto “pubblico” del MIOA”.

Melgrati ha poi sottolineato un’altra questione: “Occorre mettere a sistema la disponibilità del gruppo privato G.S.L. di operare insieme al pubblico ottenendo risparmi di scala e mantenendo l’efficienza del pronto soccorso”.

Il consigliere Pdl ha detto di aver constatato, durante una recente visita presso il reparto di ortopedia del Gruppo Sanità Ligure (G.S.L.) all’interno dell’ospedale Santa Maria di Misericordia, “l’alto grado di professionalità ed efficienza del reparto che annovera una delle migliori équipe ortopediche di chirurgia artroscopia e protesica. Un reparto nato proprio per evitare le “fughe” di pazienti in altre regioni. Proprio per questo, è stata avanzata al direttore generale della Asl la richiesta di un ambulatorio divisionale per ricevere i pazienti all’interno degli spazi dell’ospedale. Oggi i pazienti devono rivolgersi agli specialisti che operano in questa struttura con una visita privata a pagamento. Quindi tale ambulatorio non comporta un costo aggiuntivo per l’Asl 2 né è in concorrenza con il “Santa Corona” dal momento che, per contratto, si possono operare solo quelle tipologie di intervento che generavano la “fuga” di pazienti. Anzi questo reparto potrebbe diventare col tempo un polo chirurgico specializzato “attrattivo” per pazienti di altre regioni, creando anche un indotto di “turismo sanitario”. Per questo obiettivo, secondo Melgrati, sarebbero necessari nuovi spazi all’interno dell’ospedale (sale operatorie e posti letto), oltre alla autorizzazione alla convenzione. Infatti oggi è autorizzato ad operare pazienti liguri con impegno esclusivo per quelli della Asl 2 e, qualora la struttura sia ricettiva, anche i pazienti delle altre Asl”.

Per la giunta ha risposto Claudio Montaldo, assessore regionale alla salute: “La sperimentazione di una nuova gestione volta al contenimento della mobilità passiva dei cittadini savonesi ha preso avvio il 28 novembre 2011 realizzando ad Albenga un’interessante collaborazione pubblico – privato. A distanza di quasi un anno, possiamo dire che la scelta ha avuto un risultato positivo tanto che gli iniziali 18 posti letto sono saliti a 25. Anzi stiamo valutando sul piano tecnico giuridico l’estensione del servizio – oggi limitato ad un bacino di 500 mila abitanti – ai pazienti della provincia di Genova. L’estensione, che pensiamo di realizzare nel 2013 in pratica a quasi tutta la regione, crediamo che ci consentirà di abbattere la mobilità passiva. All’ospedale di Albenga infatti si aggiunge il reparto di chirurgia protesica dell’ospedale di Pietra Ligure che produce oltre mille interventi annui su pazienti che per il 20 per cento non sono liguri. Sono quindi d’accordo con le sollecitazioni espresse nella interrogazione e confermo che le azioni dell’assessorato e della Asl vanno nella direzione auspicata dalla stessa. E questo anche perché, contrariamente ad altre realtà, ad Albenga ci sono i requisiti di spazio e di degenza per organizzare questa attività realizzando all’interno dell’ospedale un polo ortopedico che disporrà di grandi professionisti garantendo un ottimo servizio”.

“E, a proposito di spazi – ha proseguito Montaldo – la scelta di trasferire la Rsa all’interno dell’ospedale di Albenga, oltre ad aver consentito di mantenere sul territorio del distretto albenganese tale attività, è risultata la più idonea sia dal punto di vista logistico che di contenimento dei costi. Essa inoltre risponde alle normative espresse dai recenti provvedimenti regionali e nazionali, che hanno imposto la ridefinizione del numero dei posti letto dell’intero sistema della rete ospedaliera che obbligavano la Asl a provvedere ad una ricollocazione degli spazi dell’ospedale di Albenga”. L’assessore ha ricordato che, accanto alla valorizzazione del polo di Albenga e anche delle funzioni di assistenza territoriale, è prevista la trasformazione del pronto soccorso di Albenga in un punto di primo intervento.

Melgrati ha chiesto che venga riportata nel reparto di Alassio la quota di residenti nella Rsa trasferiti ad Albenga. Poi ha affermato: “Se verrà smantellato il pronto soccorso di Albenga prima delle elezioni io denuncerò l’assessore e il presidente della Regione. Non si possono fare certe scelte senza consultare i cittadini. E farò manifesti per far sapere a tutti chi, con il proprio voto favorevole, affosserà la rete dei pronto soccorso in provincia di Savona”.