Regione. E’ lapidario l’assessore Enrico Vesco: “Fumata molto nera di fronte alla rigidità dell’azienda”. Così al termine dell’incontro svoltosi oggi in Regione con i vertici della multinazionale statunitense, risoluta a chiudere la produzione di saldatrici nello stabilimento di Serra Riccò per delocalizzare in Polonia. Per il Savonese si tratta di 15 unità lavorative, pendolari, a rischio.
Confermato il ricorso alla cassa integrazione. “In questo senso – riferisce Vesco – si sono detti disponibili a mettere in atto la cassa integrazione e poi un punto fermo è stata la certezza che quell’azienda rimane un polo di eccellenza per la progettazione e lo sviluppo dei prodotti di tutto il gruppo a livello europeo ed americano”.
L’assessore regionale, riguardo all’intera vicenda, non cambia giudizio: “Si tratta di una scelta incomprensibile: ci hanno confermato che durante la crisi non hanno avuto ripercussioni negative, la produzione ha retto bene ed il sito ha un’ottima produttività. La chiusura è giustificata con la necessità di tenere in equilibrio i conti e dare una prospettiva futura all’azienda. Avrebbero potuto garantire lo stesso livello rimanendo lì, anche perché lo hanno fatto egregiamente fino ad oggi”.
La sensazione che si respira oggi è che la Liguria si da sola di fronte alla crisi: “Un dato molto negativo è purtroppo l’atteggiamento delle multinazionali nei confronti di un territorio lasciato solo dal governo nazionale. non possiamo reggere così, convocando le multinazionali in Regione e pensando di ottenere qualche risultato”.
Serve l’intervento da Roma. “E’ il governo – conclude l’assessore Vesco – che deve muoversi e tutelare le maestranze impiegate dalle multinazionali che per anni hanno fatto affari e lauti utili nel nostro Paese ed oggi scelgono di delocalizzare”.





