
Liguria. Nuova lettera di sollecito del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe al Ministro della Giustizia Paola Severino e ai parlamentari eletti in Liguria sulla sempre più critica situazione penitenziaria regionale, caratterizzata da un pesante sovraffollamento nei sette carceri regionali e dalle considerevoli carenze di organico nei reparti di polizia penitenziaria e in quelli del personale amministrativo.
Spiega Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto: “Alla data del 30 settembre scorso, erano detenute 1.907 persone nelle 7 carceri liguri che hanno una capienza complessiva regolamentare di 1.088 posti letto. 1.101 sono gli stranieri, 33 i detenuti in semilibertà e ben 901 sono coloro che attendono un giudizio definitivo. 239 solo coloro che negli ultimi due anni sono usciti dai penitenziari liguri per scontare gli ultimi 18 mesi di pena in detenzione domiciliare. Abbiamo quindi ritenuto interessare nuovamente la Ministro Severino e tutti i parlamentari eletti in Regione (in particolare i paracadutati come Pier Ferdinando Casini, Fiamma Nirenstein e Giovanna Melandri che non si sono certo distinti per attenzione e sensibilità alla questioni penitenziarie liguri…) per denunciare una situazione ogni giorno sempre più allarmante, che ricade in primis sulle condizioni lavorative delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria (che sono ben 350 in meno rispetto agli organici previsti), e che non può restare in assenza di provvedimenti concreti”.
Martinelli sottolinea ancora che “fino ad oggi la drammatica situazione penitenziaria ligure è stata contenuta grazie al senso di responsabilità, allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria. Ma queste sono condizioni di logoramento che perdurano da mesi e continueranno a pesare sulle donne e gli uomini della Polizia penitenziaria in servizio negli Istituti di Pena della Liguria per molti mesi ancora se non la si smette di nascondere la testa sotto la sabbia. Servono provvedimenti concreti e nel tempo più breve come peraltro recentemente è tornato a sottolineare autorevolmente il Capo dello Stato Napolitano”.