
Altare. “Il piano di cassa integrazione è stato concordato per il periodo ottobre 2012 – gennaio 2013, previa verifica mensile e secondo l’auspicio di una eventuale ripresa di mercato. Nella prima fase i dipendenti interessati saranno 15 su un organico di 116 unità”. Lo precisa la Cabur in una nota dopo la firma della misura degli ammortizzatori sociali all’Unione Industriali di Savona.
“Cabur srl, in relazione alle attuali difficoltà del mercato, ha concordato con le rappresentanze sindacali un piano di smaltimento delle giornate di ferie accumulate ed un eventuale ricorso alla cassa integrazione, nei casi limitati in cui tale ammontare fosse esaurito”.
La Cabur produce e commercializza componentistica elettromeccanica ed elettronica all’avanguardia. I suoi mercati di riferimento sono quello della distribuzione di materiale elettrico in Italia, su cui l’azienda sviluppa la parte più importante del suo fatturato e quello delle esportazioni con presenza di alcune filiali commerciali in Brasile, Francia e Romania. Questo mercato vale in Italia oltre 5 miliardi di euro annui e nei primi otto mesi del 2012 registra una contrazione dell’ordine dei 20 punti % con estremi che raggiungono il 30% per i materiali relativi alle energie rinnovabili (solare e fotovoltaico). Tale situazione è aggravata dalla restrizione all’accesso al credito che la crisi finanziaria internazionale ha comportato per tante aziende di installazione”.