Albenga. “C’è chi beve, litiga, e poi si sfoga con quello che gli capita a tiro: in questo caso, si trattava delle vetrine del mio locale”: scuote la testa la titolare del negozio di abbigliamento di piazza del Popolo, preso di mira, qualche settimana fa, da vandali improvvisati e fuori di sé.
“I danni ammonteranno a circa tremila euro, ma il problema è la situazione in generale e il rischio che episodi simili si ripetano – continua la commerciante – Non credo vi sia qualche responsabilità del sindaco o dell’amministrazione comunale in generale: la colpa è di chi fa le leggi permettendo che i delinquenti vengano scarcerati in meno di 24 ore, rendendo così vano lo sforzo delle forze dell’ordine, demotivandole. Proprio ieri sono passati i carabinieri per controllare chi sta seduto sui marciapiedi di piazza del Popolo a bere e bivaccare: magari non si tratta nemmeno di persone pericolose, almeno finché non alzano il gomito, tuttavia non offrono una bella immagine di Albenga”.
Qui, nel centro storico ingauno, si è parlato spesso di problema sicurezza, ma i negozianti non si mostrano allarmati da questo punto di vista. La questione che sta loro a cuore si chiama “degrado”: vicoli sporchi che, in molti, si rassegnano a pulire con metodi fai-da-te; e poi vetri infranti, bottiglie di vetro e cartacce abbandonate per strada, quando non si trova di peggio. “Non esiste un vero e proprio allarme sicurezza – dice la signora Piera, titolare di un bed&breakfast in centro – Esiste un problema di piccola delinquenza, con personaggi che girano nelle ore serali nel centro storico, ovviamente vuoto, e si comportano come fossero padroni della città: si picchiano, si accoltellano, vomitano e fanno i loro bisogni per strada rendendo la città sporca. Questo bisogna dirlo”.
“Si tratta di una questione di decoro – interviene Raffaele, titolare del bar “L’archetto” – Vedere spacciatori nelle vie o extracomunitari che bevono per strada contribuisce a creare un’immagine distorta e lontana da come è davvero la città. Le forze dell’ordine, poi, sono presenti: abbiamo una sorta di vigile di quartiere che passa sempre tra via Roma, via Oddo, via Enrico D’Aste; la sera i carabinieri stazionano in piazza. Gli episodi di microcriminalità sono sempre successi, ma non esiste un allarme sicurezza qui”.
Per Brigida, del negozio di camicie di via Enrico D’Aste, parlare di pericoli per la propria incolumità è esagerato. “Sarà che io ho vissuto tanti anni a Torino, ma Albenga mi sembra sicura – dice – Sì, è vero, qualche episodio accade: da me, ad esempio, sono entrati un paio di volte alcuni personaggi che mi hanno rubato l’IPhone mentre ero impegnata a servire altri clienti, ma nulla di più. Forse bisognerebbe cercare di animare di più la città con aperture serali, in particolare d’estate”.
Si tratta di una questione molto discussa tra i commercianti ingauni. C’è anche chi si è allontanato da Civ, che riunisce gli addetti ai lavori del centro storico, per protesta. “Tenere aperto anche la sera e di domenica: è l’unica cosa da fare. Purtroppo alcuni colleghi non vogliono. La mentalità albenganese non è commerciale: bisognerebbe imparare da Alassio e Loano” dice il “dissidente” Cristiano della libreria “Sotto le Torri”. Ma basta fare qualche metro più in là, e cambiare libreria, per sentire l’opinione opposta: “Non bisogna paragonarsi ad Alassio o ad altre realtà con caratteristiche diverse: Albenga lavora tutto l’anno, è commerciale, e, di contro, di domenica, ha meno passaggio – dice Marco Goldberg, della libreria San Michele – Io l’ho sperimentato e ho rilevato che si tratta di una soluzione poco vantaggiosa. Ad Alassio, invece, hanno solo la risorsa del weekend, per cui è ovvio che lavorino in quei giorni. Al contrario, l’apertura nelle serate estive, iniziativa che io ho adottato insieme a pochissimi altri colleghi, sarebbe un’attrattiva in più per i turisti e positiva per la città. Molti commercianti, però, non se la sentono”.
“Come Civ, a seguito dell’elezione del nuovo direttivo, siamo impegnati a cercare soluzioni efficaci per animare la città. Questo contribuirebbe ad allontanare la percezione di insicurezza che alcuni hanno, soprattutto nelle vie secondarie rispetto a via Enrico D’Aste, dove ci troviamo noi – è l’opinione di Davide della “Sisley” – Diciamo che un passaggio in più delle forze dell’ordine non farebbe male a nessuno”.



