Albenga. “Loro ci mettono la firma, noi ci rimettiamo il posto di lavoro”. Usa questa espressione Luca Marcesini della Rsu Fruttital, parafrasando lo slogan del nuovo marchio Fratelli Orsero, dopo l’assemblea dei lavoratori del magazzino albenganese che proprio oggi hanno proclamato lo stato di agitazione. Il colosso della distribuzione ortofrutticola è deciso a delocalizzare lo stabilimento che si trova in regione Polo 90 e la destinazione più probabile è Vado Ligure. Diminuzione dei traffici, sotto-utilizzo del capannone ingauno, trasferimento. Ma sindacati e lavoratori, una sessantina, scalpitano.
“Sicuramente non staremo a guardare, ma cercheremo di far sentire la nostra voce. Purtroppo sessanta esuberi non sono immaginabili, in questa crisi. Anche le conseguenze per la città di Albenga sarebbero difficili. Viviamo con ansia e preoccupazione questa fase: essere licenziati dopo anni di sacrifici oppure vedere un ridimensionamento del salario, è inaccettabile” aggiunge Marcesini, che è referente Cgil.
“C’è grande stupore tra i lavoratori – commenta Simone Pesce, segretario provinciale della Fisascat Cisl di Savona – A due anni da un accordo che cercava di salvaguardare l’occupazione si trovano di fronte ad una futura chiusura del magazzino albenganese e allo spostamento ad altra sede senza garanzie. A fine mese ci vedremo nuovamente con l’azienda. Per ora è stato deciso lo stato di agitazione e vedremo di lanciare iniziative anche con le istituzioni pubbliche”.
“Non ci si aspettava questo provvedimento aziendale, proprio perché si pensava che i problemi di produttività fossero risolti – prosegue Pesce – La delocalizzazione non garantisce salario e tutele per persone alle quali risulterebbe difficile spostarsi da Albenga a Vado. Tutti i sessanta dipendenti saranno coinvolti dal processo; vedremo quanto sarà grande il nuovo magazzino, ma sicuramente sarà la metà dell’attuale”.
Dopo il divorzio da Del Monte, l’avvio del nuovo brand Fratelli Orsero con la distribuzione di banane e ananas nell’Europa mediterranea non ha fatto registrare quella mole di lavoro che si sperava per l’organizzazione distributiva Fruttital. Di qui la necessità del ridimensionamento, comunicato dal management e dall’ad Paolo Mauti alle rappresentanze sindacali. Un nuovo incontro tra le parti è già stato fissato per mercoledì 31 ottobre.
Il piano di ristrutturazione interesserà tutti i sessanta dipendenti, la metà di quali sarebbe assunta da una cooperativa, con un abbattimento dei costi per l’azienda. “Così come è prospettata, questa vertenza rischia di essere affrontata con superficialità e approssimazione – osserva Cristiano Ghiglia della Cgil – Preoccupano i tempi molto ristretti con cui l’azienda vuole effettuare questa operazione. Bisogna affrontare questo momento con ogni cautela. L’assemblea ci ha dato mandato per lo stato di agitazione”.
“Ora bisogna fare passi condivisi e con l’aiuto delle autorità locali. Il sindaco si deve rendere conto della gravità di questa situazione. Mi risulta che un paio di anni fa, ragionando sull’ampliamento del magazzino stoccaggio merci, si era stabilita la salvaguardia dei livelli occupazionali; è giusto che i politici ora sappiano cosa ha in mente la Fruttital. Ma oggi i lavoratori non hanno solo espresso perplessità, ma anche spirito propositivo. Occorre intanto capire le modalità di questo trasferimento” conclude Ghiglia.





