Cronaca

Albenga, i commercianti divisi sulle aperture domenicali o nelle serate estive: e c’è chi esce dal “Civ”

albenga via d'aste

Albenga. C’è chi è uscito dal “Civ l’Isola”, il consorzio che raggruppa la maggior parte dei commerciati del centro storico di Albenga, perché non ne condivideva la politica, e chi, invece, vede nel rinnovato direttivo uno stimolo in più per nuove iniziative.

Il motivo del contendere è, in particolare, quello relativo alle aperture domenicali e nelle serate estive, che vede i negozianti discordi sulla necessità di simili provvedimenti che vorrebbero essere anti-crisi e pro-turismo. Cristiano, della libreria “Sotto le Torri” è ad esempio uno dei dissidenti del Civ. “Tenere aperto anche la sera e di domenica: è l’unica cosa da fare. Purtroppo alcuni colleghi non vogliono. La mentalità albenganese non è commerciale: bisognerebbe imparare da Alassio e Loano. Soprattutto da Loano, dove, negli ultimi 15 anni, il centro storico si è animato grazie all’apertura serale delle attività”.

“Io credo che non sia corretto paragonarsi ad Alassio o ad altre realtà con caratteristiche diverse – è invece l’opinione di Marco Goldberg, titolare della libreria “San Michele” – Albenga lavora tutto l’anno, è commerciale, e, di contro, di domenica, ha meno passaggio. Io l’ho sperimentato e ho rilevato che si tratta di una soluzione poco vantaggiosa. Ad Alassio, invece, hanno solo la risorsa del weekend, per cui è ovvio che lavorino in quei giorni. Al contrario, l’apertura nelle serate estive, iniziativa che io ho adottato insieme a pochissimi altri colleghi, sarebbe un’attrattiva in più per i turisti e positiva per la città. Molti commercianti, però, non se la sentono”.

C’è invece chi crede che, con l’elezione appena avvenuta del nuovo direttivo, si possa arrivare ad una soluzione condivisa. “Come Civ siamo impegnati a cercare soluzioni efficaci per animare la città: c’è una volontà comune di animare il centro storico e una decisione in questo senso non è scartata a priori” dice Davide della Sisley. “Anche perché – interviene Brigida, titolare del negozio di camicie nei pressi della cattedrale San Michele – noi lavoriamo molto con i locali, ma dobbiamo conquistare anche i turisti”.

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