Loano. E’ iniziato questa mattina, con un’udienza filtro, il processo che vede imputato per una storia di usura l’imprenditore Antonio Fameli. Insieme a lui a giudizio c’è anche una donna, Patrizia Comparelli, 44 anni, che nella vicenda avrebbe avuto un ruolo di mediatore. Questa mattina davanti al Collegio dei Giudici è stato fissato il calendario del procedimento che entrerà nel vivo del dibattimento il prossimo 11 febbraio.
Fameli, che nei mesi scorsi è finito alla ribalta delle cronache per il suo coinvolgimento in una maxi inchiesta su riciclaggio di denaro all’estero (l’operazione “Carioca”), in questo processo deve invece rispondere di usura nei confronti della titolare di un albergo di Loano alla quale avrebbe prestato diecimila euro applicando sull’importo interessi usurari.
Gli espisodi che vengono contestati a Fameli e Comparelli risalgono al febbraio-marzo del 2006 quando, secondo la Procura, i due avrebbero approfittato del momento di difficoltà economiche e finanziarie della proprietaria della struttura ricettiva loanese per erogarle il prestito facendosi consegnare, al momento della consegna dell’importo, seicento euro in contanti a titolo di interessi con l’accordo di restituire i soldi entro 30 giorni.
Un accordo che era stato rispettato dal gestore dell’hotel che, tramite quattro assegni intestati a Patrizia Comparelli (che nella vicenda avrebbe svolto il ruolo di intermediario), aveva restituito i diecimila euro. Denaro che la donna, a sua volta, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aveva poi girato a Fameli.