Casanova Lerrone. L’agricoltura resiste in tempo di crisi profilandosi come uno dei settori riscoperti dai giovani ed il comprensorio ingauno, beneficiato dalla fortuna climatica, mantiene la sua fama per le eccellenze ortofrutticole. Mai nessuno, però, aveva pensato di creare una produzione industriale di cannabis sfruttando terreno e sole albenganese, sulla collina un po’ defilata di Casanova Lerrone. L’idea è venuta a Gianpaolo Spinetti, 51 anni, e Patrizia Barbero, 44, la coppia arrestata dai carabinieri per aver allestito una gigantesca coltivazione di canapa indiana vicino casa.
Le cannabinacee si sono moltiplicate crescendo rigogliose, anche grazie agli accorgimenti certosini dei due coltivatori, che probabilmente erano al loro primo raccolto di questa dimensione: 970 piante, in parte già in fioritura e con principio attivo maggiore, per un totale di 1.265 chili. E forse non erano neanche infrastrutturati per gestire questo tipo di mercato degli stupefacenti, avendo avviato la coltura per destinarla alla vendita solo nella zona.
I carabinieri della stazione di Villanova d’Albegna, al termine delle indagini condotte con il supporto dell’elicottero del 15° Nec, hanno tratto in arresto la coppia di insoliti agricoltori. Hanno realizzato, così, il più grosso sequestro di cannabis coltivata domesticamente in Liguria. La piantagione era nei pressi della casa dei due e vicino all’abitazione della madre ottantenne di lei.
Il controvalore della tonnellata di canapa indiana corrisponde ad una cifra da capogiro: 3 milioni di euro. Spiega il maggiore Samuele Sighinolfi, comandante della Compagnia dell’Arma di Alassio: “La produzione avrebbe permesso alla coppia di ottenere guadagni ingenti. Basti considerare che questo tipo di sostanza viene venduta all’ingresso a 3 mila euro al chilo, mentre al dettaglio a 5 o 9 euro al grammo”.
“E’ il più grosso sequestro che sia mai stato fatto nella provincia di Savona. Fra l’altro a distanza di tempo dalla recente operazione che aveva permesso di scoprire un’altra piantagione sempre nella zona, di 136 piante. In questo caso però ci troviamo di fronte a dieci volte tanto: quasi 1000 piante, una tonnellata e 200 chili di sostanza” conclude il maggiore.
Il maresciallo capo Giovanni Cerutti, al comando dei carabinieri di Villanova d’Albenga, ricostruisce la dinamica investigativa: “L’operazione è nata da un’attività informativa svolta ai militari del comando, proprio nell’attività di contrasto alla coltivazione della canapa indiana che trova nel territorio di ponente l’ambiente soleggiato favorevole. Anche grazie a fonti confidenziali siamo risaliti alla coppia che nel giardino e in una fascia presso l’abitazione il numero elevatissimo di piante, per un peso di oltre una tonnellata”.
“Per eludere i controlli le piante erano state discolate in modo differenziato nel sito. Ma grazie alle visione dall’elicottero è stato possibile individuare la collocazione di piante. Le persone arrestate non hanno dato indicazioni utili al proseguimento delle indagini, si sono limitate ad ammettere di ‘aver fatto una fesseria’; ora dovranno rispondere della coltivazione a fini di spaccio” conclude il comandante Cerutti.







