Valbormida. L’interesse di Toshiba per un insediamento in Valbormida dove impiantare un sito produttivo della T&D, la divisione Trasmissione & Distribuzione rilevata da Ansaldo, è una notizia che sollecita il parere dei sindacati, comunque molto cauto. “Se oggi siamo ancora a parlare del progetto Piaggio, con il rischio concreto che un’azienda locale decida di emigrare altrove, dopo tutto quello che si è fatto e detto, non ho idea come si possa riuscire ad attrarre in Liguria chi qui non ha mai investito” commenta Andrea Pasa della Fiom Cgil di Savona.
“Ho appreso di questa eventualità dal vostro articolo, ma credo che, se si tratta di un’ipotesi vera, sono in pochi a conoscere i dettagli del progetto – aggiunge Pasa – In ogni caso 200 nuovi posti di lavoro in Valbormida, ovunque siano, a Cairo, Millesimo o Cengio, sarebbero ‘grasso che cola’”.
Toshiba guarda con interesse la zona valbormidese e nello stesso tempo il parco high-tech degli Erzelli: nel primo caso per stabilire un centro produttivo di trasformatori industriali, nel secondo per localizzare gli uffici direzionali. Due territorio appetibili in quanto interessati da agevolazione economiche derivanti dai programmi europei.
“Oramai a noi le cose arrivano attraverso gli articoli di giornale – commenta il segretario della Cgil di Savona, Francesco Rossello – Qualcosa bolle in pentola, ma non ho molti dettagli rispetto a quello che ha scritto IVG.it. Ho saputo che ci sarebbe stato un incontro in Regione tra imprenditori e un Comune savonese, ma altro non so”.
In Valbormida operano due aziende, la Trench del gruppo Siemens e la Schneider Electrics, nel settore dei trasformatori, occupando circa 300 operai. La prima è attiva nella media tensione, la seconda nell’alta, e condividono lo stesso complesso industriale. Lo stabilimento non sarebbe in grado di ospitare le lavorazioni della nuova azienda e questo confermerebbe l’ipotesi di un nuovo impianto in grado di ospitare oltre 200 operai “concorrente” alla Trench.
“Spero proprio non sia l’ennesima boutade, come quella dei tedeschi che volevano produrre pale eoliche nelle aree di Cairo. Non abbiamo più spazio per le parole. In questa fase aspettiamo qualche fatto” conclude il segretario Rossello.



