Savona. La grande manta torna a nuotare, con maggiore agilità, nelle acque del ponte della Torretta. Liberata dagli ami e dalle lenze attorcigliatesi lungo entrambe le ali, grazie a un’operazione di salvataggio congiunta da parte della Guardia Costiera e dell’Acquario di Genova, la mascotte del Mar Ligure riprende a frequentare la zona savonese, a quanto pare il suo ambiente prediletto.
La manta è una specie protetta sia dalla Convenzione di Berna, sia dalla Convenzione di Barcellona, ed è inserita nella “lista rossa” dell’International Union for Conservation of Nature in quanto considerata in via di estinzione. E’ vietato non solo toccarla, ma anche solo tentare di darle cibo.
L’intervento curativo sull’esemplare era stato effettuato in mare aperto dalla biologa Laura Castellano dell’Acquario di Genova, che in tuta da sub aveva seguito alle spalle l’innocuo animale riuscendo a tagliare le lenze e a staccare gli ami.
“L’esemplare, con un’estensione alare di circa 2 metri – ha spiegato la biologa – nuota ormai da tempo sotto costa tra Savona e Albisola in prossimità dei bagnanti probabilmente grazie alla presenza di cibo. Appartiene alla specie Mobula, è un animale raro”.
“Abbiamo dovuto liberare la manta da cinque ami e dalle lenze da pesca che la imprigionavano – ha riferito la dottoressa Castellano – Una lenza le si era avvolta dall’ala sinistra all’ala destra limitandone il movimento. Adesso l’animale sta meglio, a parte una leggera ferita sulla parte destra”.
L’eventuale cattura dell’animale, per poterlo curare al meglio, potrebbe rivelarsi in realtà dannosa. per questo i biologi hanno ritenuto che la cosa migliore da fare sia continuare a seguirlo a distanza. “Nonostante abbiamo le vasche più grandi d’Europa, non ne abbiamo di adeguate per una manta di queste proporzioni” ha spiegato la direttrice sanitaria dell’Acquario di genova, Claudia Gili, invitando i bagnanti e i pescatori del ponente ligure a preservare l’animale e a non disturbare la sua vita durante le visite sotto costa.





