Pietra L. Ecco un primo bilancio dell progetto “Spiagge libere” dell’associazione “Giovani per Pietra”, iniziato la prima settimana di luglio e che si conclude oggi. A questo progetto hanno preso parte costantemente 15 volontari, divisi in 5 squadre, che un giorno alla settimana per due mesi (luglio e agosto) si sono recati nelle spiagge libere assegnate in base alla squadra di appartenenza e, muniti di retini e guanti in parte forniti dal Comune di Pietra Ligure, hanno operato la pulizia e la raccolta differenziata nei lidi.
“Risulta difficile quantificare con precisione il materiale che è stato raccolto in questi due mesi – si legge in una nota – tuttavia facendo un riscontro fra le varie squadre si è notato come ogni settimana venissero riempiti tra i 3 e i 4 retini a squadra; i volontari hanno rinvenuto spesso lattine, pezzi di carta di vario genere e in particolare quella che avvolge i gelati confezionati e ancora bicchieri e bottiglie di plastica ed infine il problema più grande riscontrato da tutte e 5 le squadre in questi due mesi sono i mozziconi di sigaretta. Quest’ultimi sono stati rinvenuti in modo consistente in tutte le spiagge e risultano sicuramente uno dei fattori di inquinamento più evidente sulle nostre spiagge libere”.
“Per quanto riguarda l’impatto che il progetto ha avuto nei bangnati delle spiagge libere – si legge ancora – possiamo evidenziare due aspetti: il primo riguarda il fatto che i volontari sono stati accolti sicuramente con entusiasmo e la loro attività è stata spesso accompagnata dai complimenti dei bagnanti che hanno dimostrato di apprezzare e trovare utile l’iniziativa. Tuttavia un secondo aspetto, se vogliamo più negativo, riguarda il fatto che gli stessi bagnanti non hanno colto a pieno lo spirito dell’iniziativa nel senso che era percepibile la sensazione ‘Sporchiamo tanto ci sono i ragazzi che puliscono’. Ci teniamo a sottolineare che questo non va assolutamente inteso in maniera generica: sono stati infatti molti gli esempi di turisti e residenti che hanno collaborato con i volontari ma rimangono una minoranza”.
“Molti bagnanti hanno fatto notare come si vedesse la differenza prima e dopo il passaggio dei volontari: le spiagge erano sicuramente più pulite e quindi più vivibili.
Per quanto riguarda la percentuale di ‘sporcaccioni’, tra turisti e residenti, il bilancio sembra pendere leggermente a favore dei residenti; nel senso che i volontari hanno riscontrato che i turisti sono i più inclini a lasciar per terra sporcizie di vario genere non curandosi del fatto che il giorno seguente dovranno sistemare il loro asciumagono sulle stesse sporcizie che hanno lasciato il giorno prima”.
“Con questo progetto la nostra associazione ha tentato di sensibilizzare turisti e residenti a rispettare l’ambiente e in particolare le spiagge libere che ricordiamo costituiscono il motore trainante della nostra economia locale – dicon ancora i “Giovani per pietra” – Ma non solo. Si tratta di un gesto di civiltà. Affinché il nostro sforzo non sia stato solamente apprezzato ma possa in qualche modo tornare utile per migliorare la situazione nei lidi e, in particolare, perché il lavoro dei volontari sia valorizzato pienamente, la nostra associazione vorrebbe suggerire alcuni accorgimenti che forse potrebbero aiutare a migliorare la situazione per la prossima stagione balneare 2013, come la presenza di più cartelli per segnalare la raccolta differenziata o una pulizia costante della spiaggia nel corso della bella stagione”.
“Il problema dei mozziconio potrebbe risolversi con il ‘cigar-off’, ossia una sorta di tubo ignifugo che viene parzialmente insabbiato, nella parte sotterrata, alla fine del tubo, si trova una griglia che blocca i mozziconi che vengono gettati invece dall’altra parte, all’apice dello strumento dove sono presenti 4 buchi: 3 servono per spegnere le sigarette e uno per gettare il mozzicone. Ecco che quindi il nostro pigro fumatore una volta finita la sigaretta in riva al mare ( ma anche in spiaggia seduto sotto il suo ombrellone ) potrà trovare nel cigar-off un metodo veloce ed intuitivo per liberarsi del mozzicone ed evitare di inquinare. Si tratta di uno strumento costruito da un artista locale con tutti materiali di recupero e quindi (quasi) a costo zero”.
