
Savona. “I numeri che ogni giorno vengono pubblicati dagli enti di statistica e di ricerca raccontano di un paese, il nostro, sull’orlo del disastro sociale, un default sociale che sta dimostrando con sempre maggiore chiarezza la necessità di una nuova politica redistributiva e l’importanza, così come definito in molti testi e risoluzioni europee, della misura del reddito minimo garantito. L’Italia, insieme alla Grecia, è tra i pochissimi paesi europei a non avere alcune forma di tutela di ultima istanza e tra i più arretrai sul terreno degli strumenti di sostegno al reddito. E’ dunque arrivato il momento, non più rinviabile, affinché una proposta di legge sul reddito minimo garantito venga inserito nell’agenda politica di questo paese”. Così Mirko Principato, portavoce del Comitato Reddito Garantito di Savona, al termine della presentazione di questa mattina presso la Sala Rossa del Comune di Savona.
Il reddito minimo garantito è una erogazione di denaro pari a 600 euro mensili, e che in ogni caso non raggiungono i 7200 euro all’anno, per disoccupati e precari. “Si tratta di una misura di sostegno che, lontana dall’assistenzialismo, punta a ridare dignità a chi ha perso il lavoro, a chi è disoccupato, a chi passa da un contratto all’altra, a chi è passato dalla precarietà lavorativa ad una precarietà esistenziale. Il reddito minimo garantito è un argine contro la ricattabilità, il lavoro in nero, il lavoro sottopagato e la negazione delle professionalità e della formazione acquisita. Significa in buona istanza non vendersi sul mercato del lavoro alle peggiori condizioni possibili. Il reddito minimo garantito può diventare un paradigma per la costruzione di un welfare che promuova e garantisca autonomia e libertà di scelta” aggiunge il portavoce del Comitato savonese.
“Da qualche settimana è stata presentata la proposta di una legge di iniziativa popolare per istituire il reddito minimo garantito anche in Italia. Decine di associazioni, partiti e movimenti hanno già aderito alla campagna, da Tilt a Idv, a Sel, a Prc e ai Giovani Comunisti. La proposta è chiaramente sostenuta da un comitato aperto e trasversale e auspica, coerentemente alla sua importanza, la costruzione di un ampio comitato promotore dal fronte ampio e variegato, in grado di riunificare forze anche molto diverse in nome di una proposta concreta. Nei territori pertanto iniziano a nascere i primi comitati locali per procedere alla raccolta firma, l’obiettivo è quello delle 50.00 firme entro dicembre” conclude Mirko Principato.
I primi banchetti per le firme dal 5 agosto presso la festa di Liberazione a Zinola.