
Savona. “Centralità del lavoro e sulla conversione che abbia al centro la green economy, sul welfare europeo e sullo Stato di diritto, su quei beni comuni sottratti alla privatizzazione e restituiti alla cittadinanza, sugli Stati Uniti d’Europa che aprono finalmente il capitolo della lotta alla povertà e alla disuguaglianza, sull’affermazione di una nuova democrazia paritaria e di genere, tutto questo ha a che fare con una sinistra capace di misurarsi con il governo adesso”. Sel Savona prosegue la sua campagna elettorale sul territorio, affermando con forza i propri punti programmatici.
“Ci candidiamo a governare per cambiare le priorità: no all’acquisto degli aerei da guerra F35. Costruire 10mila asili nido. Mille cantieri per mettere in sicurezza il territorio. Chi nasce in Italia è italiano. Raddoppiare le risorse da destinare a cultura, ricerca e formazione. Serve un piano straordinario per l’occupazione da 50 miliardi. Detassare le nuove assunzioni e gli investimenti per l’ambientalizzazione. Abrogare l’articolo 8 che consente la deroga ai contratti nazionali. Ripristinare l’articolo 18. Cambiare il welfare : lo Stato sociale non è un costo. Reddito minimo garantito di 600 euro al mese per chi non lavora. No ai tagli, la sanità pubblica è una priorità della democrazia” aggiunge Sel.
Altro punto legge sul conflitto di interessi: “Chi fa politica non può avere interesse economici e finanziari. Una vera legge contro la corruzione. Tagliare gli sprechi e i costi della politica. Riduzione drastica dei consigli di amministrazione, attraverso la nomina dell’amministratore unico”.
“Cambiare il Fisco: tassare le rendite finanziarie sopra il milione per ridurre le imposte sul reddito al 90% dei contribuenti onesti. Eliminare l’Imu sulla prima casa per chi paga fino a 500 euro costerebbe 2,3 miliardi. A beneficiare della proposta sarebbero 5,9 milioni di famiglie (il 41%)”.
Infine la “riforma della legge elettorale che cancelli il Porcellum e garantisca rappresentanza e governabilità, una nuova normativa per la democrazia nei luoghi di lavoro; una nuova legge sulla cittadinanza, basata su un semplice principio: chi nasce in Italia deve essere considerato cittadino italiano; sì all’obbligo della parità di genere: perché servono atti legislativi mirati a garantire una reale uguaglianza tra i sessi in tutti i luoghi decisionali di aziende e istituzioni”.