Albenga. “Ancora una nessuna risposta da Genova e dal coordinamento regionale del partito”. Il consigliere comunale del Pdl ingauno Roberto Tomatis torna all’attacco dei vertici liguri del Popolo delle Libertà: “Albenga non è minimamente rappresentata, né tantomeno tutelata” dice.
“Mi auguravo, forse un po’ ingenuamente, che il mio intervento, e quello analogo dell’amico e vice coordinatore provinciale PdL Massimiliano Nucera, servissero ad agitare un po’ le acque, a far capire ai piani alti la crescente insoddisfazione di noi amministratori, e dei nostri elettori, nei confronti della guida regionale del Popolo della Libertà, facente capo all’onorevole Michele Scandroglio. Con le nostre parole, volevamo puntare l’attenzione sulla delusione, sull’inquietudine e sul malcontento che regnano sovrani, nel territorio ingauno, verso Genova matrigna e verso i colonnelli del PdL ligure, per i quali la regione inizia a Chiavari e finisce ad Arenzano” sottolinea l’esponente ingauno del Pdl.
“Mi aspettavamo che lo sfogo, segnale di un forte malcontento diffuso, fosse recepito. Ebbene, mi sbagliavo, e anche di grosso. Non solo dai piani alti non c’è stata nessuna reazione, scelta discutibile ma comunque legittima. Cosa ancora più grave, oltre che per il partito anche per il nostro territorio, nessun componente del coordinamento regionale, a cominciare dal coordinatore Scandroglio, si è fatto vedere alla grande manifestazione ‘Abbracciamo l’Ospedale’, a sostegno del nostro ospedale di Albenga, contro i tagli promossi dal presidente Burlando e dal suo assessore Montaldo. Assenti ingiustificati per una iniziativa che ha visto marciare oltre quindicimila persone, compatte come un sol uomo, per una causa giusta e sacrosanta per il comprensorio, hanno fatto una pessima figura a non presentarsi. Nonostante la loro assenza, notata da tutti, la città, forse per la prima volta nella sua storia, ha dimostrato di saper essere unita e determinata ad ottenere obiettivi importanti: siamo stufi di farci dettare legge da altri. È stata anche la conferma, purtroppo, che loro, Albenga, neppure sanno dove si trova sulla cartina geografica. E sarebbe meglio che non tornassero più, da queste parti, per chiedere voti per loro o per qualche loro candidato imposto dall’alto” conclude Tomatis.