Liguria. Con la nuova settimana, ripartono gli incontri delle singole Regioni con il Governo su sanità, trasporto pubblico locale e sulle società pubbliche in house, che fanno capo agli enti locali. Gli incontri, di tecnici delle Regioni con tecnici del ministero dell’Economia, sono iniziati stamani alle 11 e proseguiranno per tutta la giornata di oggi e di domani. Mercoledì potrebbe esserci una ‘sintesi politica’ tra una delegazione della Conferenza delle Regioni e il commissario per la revisione della spesa dello Stato, Enrico Bondi o con lo stesso premier Monti.
Sul fronte dei tagli la spending review prevede, per la sanità, una sforbiciata di 900 milioni per quest’anno, 1,8 miliardi per il 2013 e 2 miliardi per il 2014 a cui vanno aggiunti tagli per 700 milioni per quest’anno, 1000 per l’anno prossimo e altri 1000 per il 2014 per le Regioni a statuto ordinario. I Comuni, che dovrebbero perdere 500 milioni di trasferimenti nel 2012, 2 miliardi l’anno prossimo e altrettanti nel 2014, hanno organizzato con l’Anci, per il prossimo 24 luglio alle ore 11, una protesta dei sindaci, con tanto di fascia tricolore e gonfalone, davanti al Senato, a Palazzo Madama, a Roma.
Intanto il presidente dell’Upi, l’Unione delle Province italiane, Giuseppe Castiglione, analizzando, in un documento che l’Upi ha inviato al Governo, al Parlamento e ai partiti politici, gli effetti dei tagli previsti dalla spending review sui bilanci delle Province, lancia l’allarme: “I parametri scelti dal Governo per definire i ‘consumi intermedi’ sono sbagliati: non si taglia la spesa improduttiva, si tagliano i servizi”. Il decreto legge approvato dal Governo, che da oggi inizia ufficialmente il suo iter di valutazione in Senato, assegna infatti alle Province un taglio ai consumi intermedi di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo per il 2013. Per le Province i consumi intermedi ammontano a circa 3,7 miliardi di euro, ma alcune delle voci significative ricomprese nel consumo intermedio oggetto di ‘review’ sono – avverte l’Upi – servizi ai cittadini, come 1 miliardo e 134 milioni di euro che sono contratti di servizio per il trasporto pubblico locale, 367 milioni di euro che sono corsi di formazione, 243 milioni di euro che sono invece spese per la manutenzione ordinaria e la riparazione degli immobili, compresi gli edifici scolastici.
“Queste tre voci prese a esemplificazione, che assommano a circa la metà dei consumi intermedi – spiega Castiglione – rappresentano servizi ai cittadini, non sprechi aggredibili: stiamo infatti parlando di trasporto pubblico locale e di formazione professionale, ovvero di due rilevanti funzioni assegnate da quasi tutte le Regioni alle Province con propria legge; ma stiamo anche parlando di manutenzione degli immobili ovvero degli oltre 5000 edifici scolastici nonché dell’intero patrimonio immobiliare delle Province”.