Politica

Sanità, Stefano Quaini: “Siamo di fronte ad un disegno di distruzione mirata delle conquiste sociali”

Stefano Quaini

Regione. Stefano Quaini, consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità, rende nota la propria opinione riguardo al piano ventilato dal governo Monti in materia di taglio di strutture ospedaliere al di sotto dei 120 posti letto.

“Ogni commento è ovviamente superfluo – dichiara Quaini -. Infatti siamo dinanzi non alla follia ma ad una strategia minuziosa e chirurgica di distruzione in tempi veloci dello stato sociale e della sanità pubblica in Italia come da tempo sostiene il nostro partito. Dinanzi a questo vergognoso disegno di distruzione mirata delle conquiste sociali che arriva a coinvolgere pesantemente diritti costituzionalmente garantiti con un attacco frontale al mondo del lavoro ci opporremo in ogni sede e, come ha detto il presidente Antonio Di Pietro, siamo pronti al Vietnam”.

“Il governo – afferma l’esponente di Idv – continua a sbagliare strada, a rafforzare i privilegi dei ricchi e a portare sempre più a collasso i poveri. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di  rivedere e tagliare la spesa pubblica razionalizzandola, ricorrendo a tagli contro i costi della politica, alle spese militari, agli enti inutili, alle consulenze scellerate in ogni ambito. Trasparenza, efficienza ed una sana gestione della ‘cosa pubblica’ sono i principi cardine per un’economia in crescita e sana”.

“Come ha giustamente ricordato il capogruppo al Senato Belisario – prosegue Quaini -, se avessimo già approvato una legge anticorruzione, avrebbe funzionato come deterrente contro le spese pazze nella sanità. Invece ci troviamo con una legge anticorruzione bloccata, di fronte a maneggi e mazzette nella sanità oltre ogni limite sopportabile, come ci ricorda ad ogni piè sospinto la Corte dei conti, e alla minaccia che vengano tagliati i servizi ai cittadini con le cesoie”.

“Ora – prosegue – le Regioni sono impiccate da un ridotto trasferimento di finanziamenti dal governo centrale ed è evidente che lo scopo in sanità è quello di mettere in condizione con ripetute manovre di fare sforare il tetto di spesa, accentrando così ogni decisione sul governo centrale, ossia Roma, che senza pietà si accinge a distruggere conquiste sacrosante e che il nostro popolo nel tempo si è conquistato con lotte sindacali e sudore. Non assisteremo passivamente a questa macelleria sociale e attueremo ogni azione politica per difendere la sanità pubblica. In particolar modo non riteniamo più accettabili tagli indiscriminati per una Regione come la Liguria in cui l’età avanzata della popolazione e la demografia imporrebbero ben altri interventi”.

Sulla rete di emergenza ligure – evidenzia Quaini – apriremo un confronto nella prossima direzione di partito analizzando attentamente i risvolti concreti delle scelte da attuare. Nell’ambito della sanità savonese abbiamo attuato una importante azione a sostegno del 118 a Savona, spiegando bene tecnicamente l’importanza di quel servizio in quel contesto  anche se rimaniamo convinti che la miglior articolazione sarebbe stata su tre centrali, mantenendo anche una centrale a levante. Per ciò che riguarda il futuro dei nosocomi di Cairo ed Albenga, ovviamente guardiamo con orrore al piano di Monti ed a quelle forze politiche che localmente sobillano i cittadini (Pdl) mentre a Roma sono i freddi esecutori di una manovra che inciderà pesantemente sull’assistenza e sulla sicurezza”.

“Di certo – conclude – faremo le nostre considerazioni e se le mediazioni raggiunte non saranno accettabili in termini di qualità dell’assistenza e rischio clinico non avalleremo scelte che riteniamo inique e figlie di una politica di Roma che mette la pistola alla tempia delle Regioni”.