
Albenga/Cairo. Nuovo scontro in Consiglio regionale tra il consigliere del Pdl Marco Melgrati e l’assessore alla salute Claudio Montaldo, con al centro della bagarre il declassamento dei pronto soccorso dell’ospedale di Albenga e Cairo Montenotte.
Marco Melgrati, con un’interrogazione, ha chiesto alla giunta se corrisponda al vero che nella riunione di maggioranza del 26 giugno 2012 è stato proposto dall’assessore alla salute, Claudio Montaldo, il declassamento dei pronto soccorso del “San Giuseppe” in Val Bormida e del nuovo “Santa Maria di Misericordia”, nel ponente savonese, a semplici presidi di primo intervento, nel quadro della riclassificazione dell’emergenza nell’ambito delle piano di riorganizzazione sanitaria. Melgrati voleva, quindi, sapere se l’amministrazione regionale intenda dare seguito a quanto presentato in una riunione di maggioranza circa la riclassificazione dell’emergenza, con particolare riferimento alle strutture citate. “Questo avverrebbe nonostante le numerose firme raccolte (circa 30 mila) in brevissimo tempo da cittadini e da organizzazioni sindacali per sollecitare – ha detto – il mantenimento dei pronto soccorso di Albenga e Cairo Montenotte”.
Il consigliere ha chiesto, inoltre, se sia vero che si demanda all’Asl 2 l’organizzazione dei “punti” di primo soccorso con copertura giornaliera a 12 oppure 24 ore per gli accessi e la prima stabilizzazione dei pazienti in gravi condizioni, necessaria per consentirne il trasporto al pronto soccorso/dea più appropriato, cioè al “Santa Corona” e a Savona. Infine il consiglierei ha chiesto “come sia stato considerato il risparmio “annunciato” di 300 mila euro, visto che il personale medico ed infermieristico rimane comunque in servizio, nonostante il declassamento, e se non si ritenga che siano da fare altri tipi di risparmio, come quello di evitare consulenze a ex primari andati in pensione”. Il consigliere ha sottolineato che proprio in questi giorni è andato in tilt il pronto soccorso del “Santa Corona”. Ha anche ricordato che il 31 luglio si terrà un manifestazione a difesa del pronto soccorso del comprensorio albenganese e ha denunciato che alcuni primari in pensione avrebbero ottenuto delle consulenze presso l’ospedale di Albenga.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo: “La proposta che ho avanzato e d è all’esame del Consiglio ha una motivazione chiara: denominare le strutture per quello che sono proprio a garanzia della sicurezza e della salute dei cittadini. Ormai non siamo in grado nel sistema sanitario regionale e in quello nazionale di garantire il pronto soccorso dappertutto, per ragione economiche e di sicurezza dei cittadini. Se non ci sono le necessarie condizioni, previste per legge, a tutela dei cittadini, dobbiamo chiamare i punti in questione in qualche altro modo, con altre diciture. Nella zona di cui stiamo parlando, siamo a pochi chilometri da una struttura con Dea di secondo livello che garantisce quanto è necessario. Certo un codice bianco può avere dei tempi di attesa, ma l’emergenza viene fronteggiata nel modo adeguato. Comunque deciderà il Consiglio regionale sui punti in questione. Per quanto mi riguarda credo si debba dare servizi veri ai cittadini e il pronto soccorso deve essere dotato di quanto prevede la legge, tra gli altri fattori ricordiamo la presenza di un medico chirurgo e la reperibilità costante di specialisti”.
Melgrati ha ribattuto: “L’assessore non ha risposto alle mie domande. In particolare non mi ha detto come possa un ipotetico risparmio di trecentomila euro condizionare la chiusura di un servizio. Ha fatto soltanto della polemica politica”.