Savona. Dipendenti di Palazzo Sisto sul piede di guerra: dopo la bacchettata della Corte dei Conti sul “bilancio creativo” del Comune e sul doppio incarico affidato al superdirigente Luca Pesce, gli impiegati comunali rintuzzano le critiche avanzate dal sindaco Federico Berruti, che a sua volta se l’era presa con i “fannulloni”. Il primo cittadino, infatti, commentando l’analisi della Corte dei Conti, aveva giustificato il duplice ruolo dell’ingegner Pesce: “La scelta del doppio incarico ci ha permesso di risparmiare risorse, coordinare gli interventi fra Ata e Comune e realizzare tante opere pubbliche; è paradossale che io debba discolparmi per un dipendente che lavora venti ore al giorno mentre nessuno mi chiede conto dei fannulloni”.
L’uscita ha scatenato il disappunto della Rsu del Comune savonese, che ha chiesto un incontro al sindaco per “manifestare il disagio e la rabbia di fronte a tali affermazioni”. Non essendosi ancora concretizzata alcuna riunione, il personale si riunirà in assemblea mercoledì 1 agosto. “Quello che avremmo voluto dire al sindaco è che il clima che si sta vivendo all’interno degli enti pubblici è ormai insostenibile, anche grazie al fatto che i politici, quando hanno da coprire le loro magagne, hanno capito che basta dare in pasto ai cittadini il dipendente fannullone e tutto diventa più facile” sostiene Anna Traverso, coordinatrice della Rsu.
“La dignità dei lavoratori dovrebbe essere sacra per chi è un datore di lavoro, quale di fatto il sindaco è, ma soprattutto per chi dovrebbe comunque avere rispetto per i suoi cittadini, come anche noi dipendenti siamo – prosegue – I dipendenti pubblici si sono visti bloccare i rinnovi contrattuali di fatto per due trienni, diminuire il salario di produttività, diminuire il buono pasto, allontanare, spesso in maniera abnorme, l’età del pensionamento ed ora si aggiunge l’enorme incertezza del decreto sulla revisione della spesa. Grazie al blocco delle assunzioni si sono dovuti accollare sempre più compiti e competenze e nel frattempo si sono chiuse tutte le possibilità di progressione sia economica che di carriera. Non c’è giorno che non ci sia un diritto negato, rivisto, diminuito, cancellato”.
“Noi rispettiamo i dirigenti nel loro ruolo, ma non abbiamo visto altrettanto rispetto del nostro ruolo da parte del sindaco – aggiunge la referente sindacale – Quello che riscontriamo è la scarsa considerazione delle nostre valutazioni e delle nostre proposte, che ci pare vengano ascoltate per dovere, ma che quasi mai trovano riscontro e risposte da parte dell’amministrazione, dei dirigenti, della delegazione di parte pubblica. Non ci riconosciamo nell’immagine che si dà di noi e soprattutto non capiamo a chi giovi questa campagna che fa arrivare ai nostri sportelli cittadini già pregiudizialmente arrabbiati nei nostri confronti”.
I dipendenti comunali stigmatizzano anche le condizioni pratiche di lavoro, a partire dai computer: intorno a mezzogiorno, per esempio, scatta in automatico l’antivirus che rallenta inevitabilmente il sistema operativo (“praticamente è come combattere con un bradipo”). I software, poi, appaiono inadeguati, come il nuovo programma sulle presenze che da dicembre non si è ancora riusciti a mettere a regime.
“Quello che più di tutto ci ha fatto arrabbiare è stata l’assoluta gratuità dell’attacco del sindaco – spiega Anna Traverso – Si stava parlando d’altro, i dipendenti non erano messi in discussione da nessuno. E allora ci domandiamo: perché prendersela con noi? Eppure è proprio grazie al lavoro di quei dipendenti che i servizi ai cittadini continuano ad essere erogati, nonostante le problematiche che abbiamo sopra evidenziato. Si tratta di quei servizi di cui i politici si vantano al momento in cui mirano ad essere rieletti”.
“Non rendere giustizia a chi per anni sta tirando la carretta e dà dignità ai servizi pubblici che il Comune eroga, spesso mettendoci la faccia anche per decisioni che non ha preso e magari nemmeno condivide, è un atto di una stupidità inaudita. E’ l’aprirsi un altro fronte di conflitto, e ci pare proprio che l’amministrazione in questo momento non ne abbia bisogno” conclude la coordinatrice della Rsu.