
Albenga. Marco Melgrati (Popolo della libertà) ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale sul prossimo pensionamento del primario del reparto di chirurgia dell’ospedale “Santa Maria Misericordia” di Albenga, “da anni a capo di uno staff medico di altissima qualità e preparazione, in particolare per quanto riguarda la chirurgia laparoscopica”. Melgrati ha ricordato che il reparto svolge circa 1.400 interventi l’anno, di cui circa 400 in day surgery, “con una assistenza al paziente prima, durante e dopo l’operazione che è un esempio unico in Italia, per professionalità e umanità. Il pensionamento del primario – ha aggiunto Melgrati – rischia di essere un passo concreto verso la chiusura del reparto stesso”.
Il consigliere ha ricordato, inoltre, il recente pensionamento del primario di radiologia e l’abbandono di un altro specialista, “passaggi questi che sembrano nascondere la chiara strategia di smantellare lentamente il “Santa Maria Misericordia” insieme al pericolo, mai del tutto scongiurato, di ridimensionamento del pronto soccorso a punto di primo soccorso (definito presidio di primo intervento). Da mesi, ormai, manifestiamo le nostre paure all’assessore Montaldo, dallo stesso mai del tutto scongiurate, in particolare quando aveva dichiarato in Consiglio che nel ponente Savonese bisogna evitare dei doppioni, riferendosi alla cancellazione del reparto di ortopedia di Albenga. Noi non vorremmo il ripetersi di una vicenda che, oltre a cancellare un reparto di eccellenza che attrae dalle altre province e anche da fuori regione, getterebbe le basi per la dismissione totale dell’ospedale di Alberga come nosocomio pubblico, magari a vantaggio di privati”. Il consigliere, infine, ha chiesto le intenzioni della giunta e se non abbia concordato con il direttore dell’Asl 2 Savonese, nuove strategie per scongiurare la chiusura dell’ospedale di Albenga.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla Salute Claudio Montaldo: “Albenga è un ospedale nuovo dove ci sono anche buone attività . L’ospedale di Albenga ha, quindi, un ruolo importante e spiace la scelta di pensionamento di un chirurgo di elevato livello, che ha operato bene, la Asl gli aveva anche formulato la proposta di un ruolo importante di coordinamento e integrazione fra la chirurgia di Albenga e quella del Santa Corona. Certamente, a questo punto, si procederà per chirurgia, e forse per altre attività, verso un processo di complementarietà fra Albenga e Santa Corona. Del resto – ha aggiunto – alcune attività, cioè due reparti, sono state spostate dal Santa Corona proprio ad Albenga perché il decreto nazionale che andrà convertito in legge a breve impone una riduzione di posti letto molto importante e questa è un obbligo per rendere il nostro sistema meno pesante da un punto di vista economico ma ugualmente efficiente”.
“Rispetto al pronto soccorso di Albenga (questa sera la marcia in difesa dell’ospedale) l’assessore regionale ha ribadito che “è una struttura che può dare risposte solo per casi di bassa e media complessità, quindi la sua realtà non cambia ma con la sua diversa classificazione si fa solo una operazione di verità e sicurezza per i cittadini”.
Melgrati si è dichiarato insoddisfatto: “L’assessore ancora una volta ha dato risposte evasive mentre ci sono persone che, in seguito alla chiusura delle sale operatorie in agosto, per sottoporsi ad un intervento dovranno aspettare settembre o dovranno rivolgersi a strutture private”.