Alassio. Sarebbe frutto di un equivoco l’arresto di H.S., il quarantenne egiziano bloccato con l’accusa di essersi toccato nelle parti intime all’interno di una gelateria del centro di Alassio. Questa la linea difensiva dell’avvocato Graziano Aschero, che difende l’uomo e ricostruisce così la vicenda: “Aveva un marsupio a tracolla che scendeva sino all’inguine e uno zaino in mano. Volendo prendere il denaro per pagare, pur non avendo ordinato nulla, ma avendo fretta di andare nel vicino luogo di lavoro, con la mano sinistra ha cercato le monete nella tasca posteriore del marsupio”.
La mano quindi era nascosta da marsupio, ma – spiega l’avvocato Aschero – “la cassiera ha scambiato il gesto come un atto osceno in luogo pubblico”. L’uomo si è allontanato dalla gelateria (erano circa le 18) per presentarsi sul posto di lavoro, poco lontanto, senza consumare nulla. “Ignaro di quanto percepito erroneamente dalla cassiera e delle conseguenze che di lì a poco si sarebbero verificate” precisa il difensore.
L’egiziano, che da anni lavora nel ponente savonese, è stato scarcerato all’udienza di convalida. “E’ una persona seria, rispettosa e rispettata e questi fatti hanno già provato un grave danno all’immagine e alla sua reputazione. Il comportamento contestato, tra le altre cose, si sarebbe verificato a poca distanza dal luogo di lavoro con la possibilità di essere riconosciuto da un numero elevato di persone – aggiunge l’avvocato – Questo è assurdo e in contrasto con il comportamento integerrimo tenuto in tutti questi anni dal mio assistito”.
Il legale ha anche richiesto che non vengono applicate sanzioni disciplinari sul luogo di lavoro a carico dell’egiziano, ribadendo che si è trattato di un “colossale equivoco” e che “il giudice non ha infatti ritenuto di applicare alcuna misura cautelare”. “Se non avesse risvolti tragici, la situazione potrebbe anche apparire comica per l’equivocità con cui è avvenuta” conclude l’avvocato Aschero.
