Borgio V. Un Geoparco a Borgio Verezzi per reagire alla crisi. E’ questa la proposta lanciata dai Verdi Finalese che pensano potrebbe essere una grande opportunità per un rilancio del turismo culturale-ambientale. Un progetto non solo è condiviso dal Comune, ma sarebbe già all’attenzione dell’amministrazione di Borgio Verezzi.
“I giacimenti fossiliferi – spiega Gabriello Castellazzi dei Verdi -, le caratteristiche caverne, l’insieme orografico di tutto il territorio Verezzino meritano un’attenzione particolare. Essi offrono la possibilità di ampliare i percorsi ‘Sentiero Natura’ e ‘sentiero Cultura’ che il Comune di Borgio ha già realizzato negli anni scorsi. Oggi vi è anche la possibilità di includere quella porzione di promontorio della Caprazoppa che arriva fino alla Caverna delle ‘Arene Candide’. Tutta questa area di grande valore geologico e archeologico potrebbe benissimo aver la denominazione di ‘Geoparco’. I Geoparchi custodiscono la storia geologica di una regione e consentono, come in tutta Europa, molte opportunità di fruizione: percorsi tematici, aree verdi attrezzate, visite guidate, iniziative di ricerca scientifica, programmi educativi per le scuole e presentano motivi di interesse in tutte le stagioni dell’anno, consentendo ai visitatori la scelta del periodo più adatto, con diverse opportunità di soggiorno”.
“La storia del territorio – precisano ancora i Verdi Finalesi – è narrata in primo luogo dagli affioramenti rocciosi che costituiscono il patrimonio geologico modellato nei secoli dall’azione congiunta di agenti meteorici e dai movimenti continui della crosta terrestre. Attraverso lo studio delle rocce si possono ricostruire gli eventi che hanno portato alla formazione del nostro ponente ligure, caratterizzato in modo inconfondibile dalla ‘Pietra di Finale’: La ‘Pietra di Finale’ è una roccia bioclastica che si estende sui rilievi finalesi fino alla Caprazoppa e a Borgio Verezzi”.
I Verdi hanno anche già pensato al logo che potrebbe diventare il “marchio di fabbrica” del Geoparco: “La natura calcarea della ‘Pietra di Finale’ e la sua composizione mineralogica, sono adatte allo sviluppo di una specie endemica: la Campanula Isophilla. Questa pianta ha un fiore bellissimo, di colore azzurro-violaceo che cresce abbondante tra le fessure delle rocce ed è particolarmente abbondante sui muri delle case costruite in pietra, oltre che sui muri di fascia costruiti con lo stesso materiale. Il fiore di questa campanula potrebbe essere il simbolo del Geoparco di Borgio Verezzi”.
Sul possibile itinerario del Geoparco Gabriello Castellazzi suggerisce: “La visita al Geoparco potrebbe iniziare dal ‘Nucleo del Poggio’ con l’osservazione degli antichi conglomerati, continuando poi con la visita alla Cava dei Fossili, l’osservazione dall’alto del ‘beach-rock’ presente nel mare antistante la Caprazoppa, la discesa alla Caverna delle Arene Candide. Dalle Arene Candide si può risalire fino alle doline carsiche di S. Martino, proseguendo poi per il ‘Mulino Fenicio’. Dal Mulino si può scendere all”Arma Crosa’ e risalire agevolmente vero il ‘Dolmen’ arcaico. A ponente del ‘Dolmen’ si può visitare il ‘Castelliere’ con i suoi insediamenti dell’età del bronzo e del ferro. Il Ritorno a Verezzi si può effettuare passando dalla Torre di Bastia sostando presso i tufi vulcanici affioranti lungo la strada. Lungo il percorso dovranno essere sistemati cartelli esplicativi e riferimenti per un sito internet con tutte le notizie riguardanti il Geoparco”.







