Economia

Stangata Imu per gli albergatori, Scrivano (Upa): “Si finirà per aprire solo d’estate, con conseguenze disastrose per l’occupazione”

Savona. Il salasso dell’Imu combinato con il calo delle presenze preoccupa il sistema turistico ricettivo. Alle porte dell’estate gli albergatori pagheranno in media 12 mila euro, secondo i conti fatti con un prelievo dei Comuni di livello medio, ma gli enti locali potrebbero decidere contributi massimi fino al 10,6 per mille sul saldo di dicembre. Il caro Imu colpisce nel momento in cui la stagione stenta a decollare, avendo già registrato numeri poco confortanti con i weekend penalizzati dal meteo.

“L’effetto dell’Imu insieme alla rivalutazione degli estimi catastali è il dato che farà saltare il banco – avvisa Carlo Scrivano, direttore dell’Unione Provinciale Albergatori – Oggettivamente si tratta di costi non prorgammati in un momento in cui gli imprenditori devono dare più servizi, per rimanere competitivi, ma facendo i conti con il costo del lavoro e con le materie prime che salgono di prezzo. La gente non ha liquidità e si devono mantenere le tariffe, pur implementando i servizi in un quadro di maggiori costi”.

Le prospettive vanno nella direzione inversa rispetto a quella auspicata in questi anni, ovvero verso la stagionalizzazione al posto della sempre decantata destagionalizzazione. “Questa situazione – osserva Scrivano – porterà a qualcosa di dannoso e grave: gli alberghi non apriranno più nella stagione invernale. Ovvero l’apertura invernale, che consente di saldare il rapporto con i dipendenti e offrire un servizio turistico annuale, non sarà più giustificata, con svantaggi occupazionali ed economici evidenti. Le strutture ricettive rimarranno aperte solo d’estate, e le conseguenze sociali di questo processo sono pericolosamente imprevedibili”.

La protesta antifiscale degli operatori della categoria aveva trovato ampio riscontro, con il corteo di centinaia di persone a Savona, dopo una stagione invernale disastrosa, un mercato che si cotrae e la tassazione che ha raggiunto livelli insostenibili. “Arriveremo ad un paradosso – aggiunge Scrivano – I Comuni sostengono di applicare al massimo l’Imu per reperire le risorse, ma gli alberghi finiranno per stagionalizzare: questo significa meno occupazione e più lavoratori che busseranno alla porta delle amministrazioni comunali. Si rischia così di far saltare il sistema, con gravi conseguenze non solo turistiche, ma sociali”.