
Regione. Arrivano dai quartieri cittadini, ma anche da fuori regione, in qualche caso anche dall’estero e si prodigano a soccorrere e dare una mano a persone in difficoltà, a ripulire strade, negozi, scantinati colpiti da alluvioni e calamità naturali.
Sono gli “Angeli del fango”, il simbolo della solidarietà del volontariato giovanile anche nelle recenti alluvioni liguri, volti senza nome che ritroviamo nelle foto e nei servizi televisivi che meriterebbero più attenzione concreta da parte delle istituzioni.
E degli “Angeli del fango” ha parlato in mattinata al Forum regionale dell’Ambiente, ai Magazzini del Cotone di Genova, l’assessore al Welfare Lorena Rambaudi. Affrontando i problemi di come semplificare, in generale, l’accesso del molto del volontariato alla Protezione Civile, la Rambaudi ha annunciato di voler valorizzare e dare uno status anche alle esperienze di volontariato spontaneo, come appunto gli “Angeli del fango”, senza costringerli a far parte di un’associazione o a iscriversi a un albo.
L’assessore al Welfare della Regione Liguria ha annunciato di voler mettere in campo un sistema flessibile, che permetta anche, “fatte salve le regole di sicurezza, di dare uno status, un riconoscimento a questi ragazzi, che, attraverso i social network, danno vita a una rete che nasce e opera in caso di emergenze” spiega ancora la Rambaudi.
Emergenze che comunque vanno affrontate coinvolgendo tutti i settori disponibili.
La nuova legge del Terzo Settore semplificherà le procedure per allargare l’accesso alla Protezione Civile anche al volontariato locale, alle pubbliche assistenze e altre realtà comunali che oggi hanno problemi burocratici a farne parte. “Meno filtri burocratici, ma molta attenzione alla qualità e alla fomazione, indispensabile per essere un volontario della Protezione Civile” sottolinea l’assessore ligure al Welfare.