Pietra Ligure. Francesca Fenocchio, campionessa di handbike, farà visita a Pietra Ligure nella giornata di lunedì 25 giugno.
Alle ore 16, presso il palazzetto dello sport in piazzale Einaudi, svolgerà uno stage di allenamento per le vie di Pietra Ligure. Alle ore 19, Francesca si recherà presso la sala consiliare, dove avrà luogo la consegna del logo di Pietra Ligure che porterà alle Paralimpiadi di Londra.
Nella stessa sede ci sarà inoltre la presentazione del libro “Paralimpici” da parte dell’autore Claudio Arrigoni.
Francesca Fenocchio, atleta piemontese, vive ad Albaretto della Torre. Gareggia in handbike, una particolare bicicletta a tre ruote, nella quale la spinta necessaria è fornita dalle braccia e non dalle gambe, pedalata tramite le mani. Con essa si può partecipare ad apposite gare, sia a livello nazionale che internazionale, che sono suddivise in categorie a seconda dell’handicap fisico di ogni atleta.
Francesco gareggia anche nello sci, tramite uno speciale monosci, adatto a disabili agli arti inferiori. E’ un socio fondatore e consigliere di SportAbili Alba, associazione che consente alle persone con disabilità di essere elementi attivi e autonomi nella società e realizzare in modo completo una propria vita autonoma integrale nel lavoro, nello sport e nelle attività ricreative.
Fenocchio ha ottenuto il titolo mondiale nella cronometro individuale nei campionati del mondo 2007 a Parabiago. E’ stata premiata con la Medaglia della Città di Alba e un Diploma, per il titolo conseguito. E’ stata scelta come testimonial per la quarta edizione della “Festa dello Sport senza barriere”, svoltasi il 18 maggio 2008 a Pietra Ligure.
Francesca ha raccontato come lo sport è stato importante per vivere una vita da persona quasi normale. “Ho deciso di fare da testimonial per spingere altri ragazzi come me a praticare sport – ha dichiarato -. Fare sport aiuta sia a livello fisico, ma soprattutto mentale per sfogare la rabbia che abbiamo in corpo. E per far cadere non tanto le ‘barriere architettoniche’ che sono i piccoli scalini e passaggi scomodi che ci sono nelle nostre città, ma soprattutto per abbattere ‘quelle mentali’ perché la gente non sempre è pronta ad accoglierci”.
