Savona. Soddisfazione della Protezione Animali savonese per le dichiarazioni, prima dell’assessore provinciale alla caccia, Paolo Ripamonti, e poi del consigliere Pd Verdino contro la possibilità di aprire la caccia ai gabbiani, “colpevoli” di essere troppi e troppo invadenti nelle città.
La proposta aveva scatenato la protesta di centinaia di persone, residenti e turisti che, assieme all’Enpa, chiedono di affrontare il problema con mezzi incruenti ed efficaci. “Nel ricordare che i gabbiani appartengono alla fauna protetta, abbiamo inviato alla Provincia e ai Comuni costieri interessati al fenomeno, una lettera in cui elenca e documenta, chiedendo che vengano al più presto esaminati ed applicati, i seguenti metodi preventivi:
organizzazione, da parte della Provincia e di concerto con i comuni, dell’asportazione incruenta delle uova di gabbiano (e solo di quelle), nei mesi di aprile e maggio (il sistema, già in corso nella riviera romagnola a cura di imprese autorizzate a pagamento, è stato ritenuto valido e consentito sia dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) che, nella nostra regione, dal competente assessore all’Ambiente e Caccia); sterilizzazione chirurgica dei soggetti fertili (a Savona l’associazione ha già presentato un analogo progetto che, approvato dal Comune non ha ancora ottenuto il finanziamento regionale a causa del parere sfavorevole dell’ASL2, peraltro per motivi meramente burocratici e procedurali; prescrizione per i nuovi edifici nelle norme urbanistiche comunali, dell’obbligo di soluzioni architettoniche che impediscano la nidificazione di questi volatili, e dei colombi”.
“Altri contributi, meno immediati e semplici ma altrettanto efficaci, sono una migliore gestione delle discariche e delle risorse marine – continuano i volontari – I gabbiani infatti si spingono in città perché la pesca (professionale e sportiva) ha spopolato il mare e sottrae quindi il loro cibo, che vanno a procurarsi in città e nelle discariche. L’Enpa svolge già un importante compito limitativo, raccogliendo i soggetti caduti dai nidi sugli edifici cittadini, crescendoli e riportandoli poi nel loro ambiente originario, quali spiagge, scogliere e foci dei torrenti, lontano dalle case”.
“Nei giorni scorsi una decina di persone, tra cui alcuni impiegati del Comune, pretendevano che l’Enpa prelevasse subito un giovane gabbiano dalle fioriere sospese di via Gramsci, di fronte al porto, dove i genitori avevano fatto il nido e lo stavano accudendo; oggi il piccolo è caduto a terra ed i volontari lo hanno soccorso e ricoverato. Ora attendiamo che il Comune, con altrettanta sollecitudine, rimuova le fioriere o sistemi coperture, reti o altra attrezzatura atta ad impedire la nidificazione. Staremo a vedere se ciò avverrà, altrimenti tra un mese saremo daccapo” concludono gli animalisti.
