Economia

Avviso d’asta per la Cartiera di Varazze, il Cub: “Serve offerta vantaggiosa per i lavoratori”

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Varazze. E’ stata inviata la lettera con la quale il liquidatore avvisa pubblicamente tutti i soggetti, che possono essere interessati all’acquisto, che è stato dato il via alla procedura tesa a trovare un nuovo proprietario per la Cartiera di Varazze. In una nota il Cub sottolinea: “Vogliamo concorrere a creare multiple manifestazioni di interesse che, pur in una logica di mercato, favoriscano l’offerta più vantaggiosa per i lavoratori, tuttavia la richiesta di manifestazione di interesse si limita all’acquisto”.

“Non v’è chi non veda che in un momento di crisi di liquidità come quello che stiamo attraversando l’impegno all’acquisto, contemporaneo a quello di una possibile riconversione o comunque a quello del riavvio degli impianti, dopo averli opportunamente rimessi in sesto, rappresenta un onere economico che mal si concilia con la logica di multiple manifestazioni di interesse, creando non poche difficoltà a soggetti veramente interessati ma non supportati da una grossa capacità finanziaria. Per questo, pur essendo vero che all’affitto ci si può comunque arrivare dopo una ipotesi di vendita non realizzata, nel frattempo per i lavoratori potrebbero scadere gli ammortizzatori sociali e questi si troverebbero sul lastrico. Rispetto invece ad alcune notizie lette sui giornali locali, relative alla futura costruzione di una Cartiera in Valle Bormida nelle aree ex Ferrania, lo sconcerto prende il sopravvento. Possibile che in una Provincia nella quale ben due cartiere sono ferme da tempo, qualcuno sostenga l’ipotesi di costruirne un’altra ex novo?” aggiunge la nota.

“Lungi da noi l’idea di sostenere una “guerra tra poveri” mettendo i disoccupati della Ferrania in conflitto con quelli delle cartiere di Murialdo e di Varazze, ma proprio perché vogliamo evitare queste contrapposizioni, riteniamo che sia inevitabile rifiutare elementi che possano generarle. E poiché del problema delle cartiere sono stati interessate tutte le forze sindacali, politiche, istituzionali, imprenditoriali ad ogni livello territoriale, ci chiediamo come si concili questa proposta con la necessità di coordinare l’economia della zona con idee concrete ma coerenti. Delle due l’una: o è una bufala, e ciò significa che qualcuno sta bellamente strumentalizzando la situazione dei lavoratori ex Ferrania prendendoli in giro, o è vero, e questo rende ancora più grave questa ipotesi”.

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