Albenga. “Albenga non si vende”: il messaggio campeggia ai piedi del municipio ingauno, mentre a sventolare sono le bandiere del comitato savonese “Acqua Bene Comune”. Questo è il giorno dell'”Occupy Albenga” con tanto di presidio in piazza San Michele ad un anno dal referendum in occasione del quale anche 9600 elettori della città delle torri avevano detto no alla privatizzazione dell’acqua.
“Chiediamo al sindaco, che è un po’ la punta dell’iceberg in questa provincia e, forse, anche a livello nazionale, il motivo per il quale, nonostante il parere degli albenganesi e le promesse fatte tempo fa abbia, come primo atto, optato per la privatizzazione del servizio idrico” dice Roberto Melone del comitato sceso in piazza.
“Non sono insomma bastati 25 anni di privato con Ilce e 10 milioni di debito accumulato con il gestore privato per cambiare le cose – continua Melone – Nei giorni scorsi abbiamo raccolto 500 firme che, questa mattina, consegneremo al primo cittadino affinché faccia marcia indietro. Inoltre, rispetto ai 10 milioni, invieremo un esposto alla magistratura, anche contabile, perché i conti non ci tornano”.



