Savona. “In questo momento la situazione sovraffollamento è migliorata, quando si arriva alle 65 unità c’è l’intesa con il provveditorato regionale per sfollare la casa circondariale savonese ed evitare così problematiche ulteriori per l’eccessiva presenza e concentrazione di detenuti. Certo, la struttura resta vetusta ed il degrado del Sant’Agostino rimane, nonostante possibili interventi interni al carcere per migliorarne la vivibilità”. Così il direttore Nicolò Mangraviti, che parla della situazione del carcere savonese.
“Per quanto riguarda il finanziamento di opere siamo in alto mare, tuttavia abbiamo progetti che speriamo di realizzare con la cassa delle Ammende, visto il periodo di scarsità delle risorse, come il rifacimento della sala colloqui dei detenuti, consentendo ai carcerati ed ai familiari di avere incontri più confacenti alle normative vigenti: questo intervento è in fase di approvazione” spiega Mangraviti.
Alto mare anche per il possibile nuovo carcere in Provincia di Savona: “Non ci sono novità o notizie in tal senso, speriamo che anche grazie all’interessamento del nuovo capo-dipartimento Giovanni Tamburino possa arrivare a breve tempo qualche risposta. Per il savonese serve una struttura che possa garantire un vivere civile nel carcere, per i detenuti ma soprattutto per gli agenti di polizia penitenziaria e chi opera nel penitenziario”.
Quanto alle pene alternative: “E’ necessario un nuovo slancio per questo percorso, occorrono però strutture idonee all’esterno del carcere per metterle in pratica, quindi bisogna lavorare assieme agli enti locali e territoriale per realizzare un piano serio ed organico di alternativa alla detenzione in carcere” conclude Mangraviti.
