Cronaca

Salvatore Calì, ricerche con lieto fine: il racconto dell’Unità cinofila svizzera

Ceriale. Domenica sera é rientrata in Svizzera l´Unità Cinofila SwissMissing K9 Dog Unit (Mantrailing Division) chiamata in intervento in Liguria per la scomparsa di Salvatore Calì, sparito da Ceriale il 2 maggio scorso dopo essersi presentato ad Equitalia di Albenga per discutere di una cartella esattoriale da 4000 euro.

Dopo il lieto fine con il ritorno a casa del gelataio cerialese, l’Unità Cinofila ha reso noti i particolari delle ricerche, serratissime, che ha condotto nei giorni scorsi. “Abbiamo effettuato un primo intervento venerdì notte terminato con una segnalazione a meno di 1000 metri dalla foce lungo il fiume Centa (rispettivamente 600 metri in linea d´aria con Equitalia Albenga (Via Gorizia) – racconta Ivan Schmidt dell’Unità Cinofila SwissMissing K9 Dog Unit – Al secondo giorno di intervento, dopo una conferma del primo Trail che ha riportato piu´ o meno nello stesso luogo, si é deciso di ripartire da questo punto. Grazie alla preziosa collaborazione di unità volontarie della Protezione Civile, polizia locale e carabinieri di Albenga é stato possibile proseguire nelle ricerche. Il cane Bloodhound (Basco) ha proseguito in direzione foce verso il mare e da li´ ha percorso per diversi chilometri in direzione di Ceriale”.

“Come confermato anche dalla famiglia, il cane al suo secondo giorno di lavoro ha effettivamente seguito una traccia reale di Calì risalente a 72 ore prima, peraltro su un percorso che lui aveva effettuato quasi tutto sulla sua macchina. Quindi Salvatore Cali´ aveva effettivamente dopo la visita ad Equitalia percorso il tratto sul lungomare in direzione Ceriale dove poi ha proseguito sino ad arrivare in Puglia” prosegue Schmidt.

“A metà strada verso Ceriale il cane é stato fermato in quanto aveva raggiunto il limite fisico e psichico. Difatti aveva precedentemente lavorato per oltre 7 ore nel medesimo giorno e oltre 6 ore il giorno precedente. La storia del nostro intervento è innanzittutto la storia di un fallimento: eravamo lì per ritrovare una persona scomparsa. E abbiamo mancato l’obiettivo: purtroppo non siamo stati in grado di aiutare la famiglia e Basco, il nostro Bloodhound, non è stato in grado di seguire il trail per tutti i 1100 km che ci separavano da Salvatore. Ma è stata anche la storia di due grandi successi: il primo, e più importante, per la famiglia Calì che ha potuto riabbracciare il padre rientrato a casa spontaneamente dopo 5 giorni e il secondo per Basco che ha fiutato per diversi chilometri un trail iniziato ad Albenga presso gli uffici Equitalia e si è concluso in Puglia”.

“Un doveroso ringraziamento va a tutte le unità presenti sul posto, che hanno permesso il nostro lavoro, quindi da amici della famiglia alla Protezione Civile, dalla Polizia Locale ai Carabinieri” conclude Schmidt.