Regione. L’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri convince la sua maggioranza in Regione e le modifiche della legge Ruggeri sembrano ora più vicine. Nonostante le assenze (mancavano all’appello i consiglieri della Federazione della Sinistra e Armando Ezio Capurro) e nonostante Sel non escluda di presentare alcuni emendamenti in commissione, sono state definite le linee guida che porteranno ai cambiamenti previsti alla legge 1/2008.
Intanto però la delibera, con alcune piccole modifiche introdotte questo pomeriggio dai consiglieri, è pronta per andare in giunta. “E’ stata una bellissima discussione, molto costruttiva. Ora faremo qualche correzione sulla base delle migliorie proposte dai consiglieri, e poi andremo in giunta, forse già la prossima settimana. Da lì partirà l’iter in sede consigliare. Quello di oggi è stato un passo molto importante e anche un bel segnale che tutta la maggioranza ha dato alle imprese del turismo ligure per affrontare un problema importante che stiamo vivendo, mettendo al centro la salvaguardia delle strutture ricettive e le misure per fare in modo che gli imprenditori possano riqualificare la propria attività”.
L’articolo 2, comma 3, vero fulcro di tutta la legge prevede, a differenza dell’attuale norma, la possibilità per la proprietà di ottenere il cambio di destinazione d’uso di una percentuale del volume, a patto che i ricavi vengano utilizzati solo ed esclusivamente per la riqualificazione delle strutture esistenti. La legge prevede comunque che le strutture riqualificate abbiano come requisiti minimi l’ottenimento delle 3 stelle e di 50 posti letto.
“In Liguria ci sono strutture ricettive chiuse da tanto tempo, veri e propri scheletri. Piuttosto che avere palazzi fatiscenti, molto spesso in zone di pregio come passeggiate e centri cittadini, abbiamo quindi deciso di modificare la norma per permettere alle strutture di autofinanziarsi allungando però fino a 20 anni il vincolo alberghiero”.
La proposta prevede anche una norma transitoria, non a caso denominata “articolo X” che riguarda gli alberghi in attività: “E’ una norma che riguarda le strutture aperte, ovviamente quelle che sono in stato di degrado e che hanno bisogno di interventi di ristrutturazione. Si applicherà soltanto per i primi due anni dall’entrata in vigore della norma, con l’obiettivo di rinnovare queste strutture per farle rimanere sul mercato. Anche in questo caso i proprietari potranno chiedere di utilizzare una quota di volume fino al 40% per finanziare le necessarie ristrutturazioni ma solo se realizzeranno una nuova struttura alberghiera di almeno 50 posti letto e almeno 3 stelle, con un vincolo di vent’anni”.
La soddisfazione di Berlangieri, per riuscire a portare in giunta la legge che, di fatto, rappresenta il vero obiettivo del suo assessorato, dovrà però fare i conti con gli assenti, in primis la Federazione della Sinistra, ma anche con Sel, che oggi ha ascoltato la relazione dell’assessore senza polemizzare, ma che, a fine seduta, ha chiarito di non aver dato alcun via libera: “Abbiamo ricevuto le modifiche al testo solo questa mattina e altre ne sono state proposte oggi. Ci vuole tempo per studiare un documento così complesso” commenta Matteo Rossi.
E se “la filosofia della legge va nella direzione di migliorare l’offerta turistico-ricettiva, apre il campo a modifiche urbanistiche che vanno valutate con attenzione”. Per Sel in particolare occorre mettere maggiori paletti alla legge: “Le valutazioni rispetto ai requisiti che l’albergo deve possedere sono troppo soggettive e rischiano, se non vengono fissare delle regole, di dare spazio a un speculazione sul residenziale”.