Albenga. Quattrocentomila euro di risarcimento danni dopo essere rimasta “intrappolata” tra le porte automatiche del proprio istituto di credito. E’ quanto chiede una 76enne che, dopo una disavventura che le ha provocato la frattura ad una gamba, decide di trascinare in tribunale la filiale albenganese della Banca Popolare di Novara.
E’ qui infatti che la signora Caterina, dopo aver eseguito una serie di operazioni allo sportello, rimane incastrata nelle porte che si chiudono automaticamente al passaggio dei clienti, e cade a terra. Un forte dolore alla gamba e il trasporto in ospedale con una serie di controindicazioni per le quali la 76enne incolpa l’istituto di credito.
Di qui la decisione di rivolgersi ai giudici (la donna è assistita dall’avvocato Cristiano Bracali) e di chiedere un maxi risarcimento perché, sosterrebbe Caterina, l’episodio, oltre al danno fisico, le avrebbe provocato un forte shock al punto da non sentirsi più autosufficiente come un tempo.
La Banca Popolare di Novara, tramite i suoi legali (Alessandro Chirivì e Nicola Varese del Foro di Genova), si difenderà puntando anche sull’assenza di anomalie nel funzionamento delle porte e sul fatto che Caterina, da anni cliente di quella banca, conoscesse perfettamente il meccanismo di apertura e chiusura delle stesse. Molto, dunque, dipenderà dalla possibile perizia tecnica (i filmati delle telecamere interne della filiale, non avrebbero al momento rilevato alcun guasto o stranezza).
(foto d’archivio)