Beni archeologici, il soprintendente: “Abusivismo edilizio sempre in agguato, tra zone a rischio la via Julia Augusta”

Savona. Un patrimonio archeologico in buona salute, che offre nuove scoperte, ma poco conosciuto. Bruno Massabò e Maurizio Galletti, rispettivamente soprintendente dei Beni Archeologici e direttore dei Beni Culturali della Liguria, oggi alla presentazione della mostra “Archeologia dal Cielo”, sottolineano l’importanza delle risorse storiche savonesi.

Il rischio dell’abusivismo edilizio è sempre in agguato. “Soprattutto – sottolinea Massabò – nello zone più appetibili, in particolare tra Alassio e Albenga attraversate dalla via Julia Augusta. L’azione di controllo dall’alto con la visione aerea permette di individuare facilmente e con precisione i manufatti irregolari. Siamo sempre attenti perché il pericolo di operazioni abusive c’è sempre”.

La mostra, organizzata dalla Provincia di Savona, in programma sino al 19 aprile a Palazzo Nervi, illustra al pubblico una selezione delle riprese aeree eseguite durante i voli di ricognizione effettuati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova con il 15° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Villanova d’Albenga sul territorio regionale, con particolare riferimento ai beni archeologici e monumentali del savonese.

“Sono immagini che vengono scattate per azione di controllo dal Nucleo Tutela dell’Arma, per ricognizione degli abusi edilizi in aree sottoposte a vincolo archeologico. Ma in questa occasione godiamo dell’aspetto più piacevole con la visione dei siti archeologici nella loro ambientazione – osserva il soprintendente – Siamo ormai abituati alla visione dall’alto, anche grazie alla tecnologia e a Google in particolare. Queste sono riprese mirate e concentrate sul patrimonio archeologico, quindi rappresentano uno straordinario strumento di divulgazione. E’ possibile vedere dall’alto i monumenti con peculiarità che da terra non si possono apprezzare”.

L’architetto Maurizio Galletti aggiunge: “E’ una mostra che tende a far conoscere il territorio da un’angolatura diversa, esponendo centri storici, paesaggi e soprattutto preesistenze archeologiche con antichità romane e preromane, tutte da valorizzare con il coinvolgimento delle amministrazioni. Occorre creare una rete per valorizzare e attrarre i giovani. E’ un bene che questa mostra apra la Settimana della Cultura per accendere i riflettori sulle bellezze locali, a volte sconosciute”.

“I beni culturali nel Savonese stanno bene, ma necessitano di un aiuto in più – prosegue Galletti – Si pensi solo a titolo d’esempio a Villa Gavotti, pur privata, che versa in stato precario, oppure ai resti della Villa Romana presso la stazione di Albisola. C’è bisogno di creare una rete e di maggiore comunicazione per creare un circolo virtuoso: i monumenti diventerebbero più conosciuti e apprezzati”.

“Il patrimonio savonese sta bene – conferma il soprintendente Massabò – Si sono fatte nuove scoperte, quale la necropoli dell’Età del Ferro ad Albisola, che insieme a quella Albenga e quella Chiavari a levante rappresentano le uniche e più antiche testimonianze della protostoria ligure. Gli enti locali sono sempre mediamemente sensibili alla preservazione del patrimonio. Occorre coinvolgerli e sensibilizzarli”.

“Archeologia dal Cielo è una mostra importante – commenta l’assessore provinciale Carla Mattea – Ci consente di proporre a tutti, anche alle nuove generazioni, l’immenso patrimonio della provincia savonese. Abbiamo voluto anticipare l’inizo della Settimana della Cultura con questo evento: era giusto iniziare così per dare ai cittadini una conoscenza diretta del territorio. Da qui nasce il rispetto per il nostro passato”.