Savona. “Senza una deroga alla direttiva Bolkestein, i titolari degli stabilimenti balneari italiani verranno, di fatto, dissuasi dall’investire nella loro azienda: sia per mancanza di prospettive, sia per ulteriori difficoltà d’accesso al credito non più assistibile da collaterali, quali le iscrizioni ipotecarie sulle strutture,prima possibile sebbene col nulla osta del demanio”. Così il consigliere comunale e segretario savonese della Lega Nord Massimo Arecco riguardo il problema dei balneari pronti a protestare a Roma il prossimo 18 aprile.
“La direttiva europea, come spesso accade, non considera le particolarità dell’imprenditoria italiana che è fatta per lo più di microimprese a gestione famigliare, nondimeno in grado di rappresentare un ottimo polmone per l’economia anche dal punto di vista occupazionale, a maggior ragione in tempi di crisi. Nel solo savonese, abbiamo circa seicento stabilimenti – molti dei quali già danneggiati dalle mareggiate – ai quali si chiede d’investire e manutenere gli arenili, senza tuttavia offrire risposte certe riguardo il loro futuro: è inammissibile…”.
Il gruppo di lavoro in seno alla sezione ha esaminato la situazione della normativa Bolkestein: per effetto della cd. direttiva servizi, viene meno il diritto d’insistenza,ciò conseguendo l’impossibilità del rinnovo automatico delle concessioni; allo stato attuale quindi gl’ imprenditori navigano a vista, poiché il decreto Milleproroghe trasformato in legge nel febbraio 2010, recependo la direttiva, ha stabilito una proroga delle concessioni fino al 31 dicembre 2015. E dopo? Come si può approntare una programmazione, degli investimenti, su orizzonti temporali così brevi?Chi mai può investire senza sapere in che modo gli sarà concesso di rientrare?”
“Una soluzione potrebbe giungere da una sentenza del Consiglio di Stato del 26 maggio 2010, consentendo d’indennizzare il concessionario uscente, a fronte dell’acquisizione dei manufatti inamovibili che, con la normativa attuale, potrebbero essere oggetto di demolizione. Resta inteso che la Lega Nord, mediante il proprio gruppo di lavoro ed i propri rappresentanti a tutti i livelli istituzionali, sta già affrontando e discutendo gli effetti della direttiva sul sistema normativo italiano, all’uopo avanzando ipotesi di soluzioni” conclude Arecco.
