Cronaca

Pontinvrea, la storia dei cani “sfrattati” che non vogliono allontanarsi dalla loro vecchia casa: l’appello dell’Aina

Pontinvrea. Stanlio, Ollio, Franco e Ciccio: i loro nomi richiameranno anche quelli di comici “strappa-risate”, ma la realtà è che, ascoltando la loro storia, c’è poco da stare allegri.

Dopo essere rimasti orfani del loro padrone Jachi – morto nel 2009 a seguito di un malore e trovato ore dopo per strada, sotto un metro di neve – i quattro cani, ormai anziani, hanno girovagato per mesi nelle zone intorno all’abitazione in cui hanno vissuto per anni, nel Comune di Pontinvrea. Una partentesi da randagi che si è conclusa solo con l’intervento di Nilde e Guglielmo, volontari dell’Aina (Associazione Internazionale Nucleo Ambientale con sede a Boissano), che hanno provveduto a loro con cucce, coperte e cibo.

Una sistemazione temporanea e a 200 metri dalla casa di Jachi, dalla quale i fedeli amici non si sono mai allontanati, ma che si trova all’interno di un terreno privato e di proprietà di una famiglia di Torino. Di qui la richiesta di intervento del sindaco di Pontinvrea affinché facesse da intermediario e chiedesse ai proprietari la possibilità di lasciare qui cucce e ciotole, dal momento che si tratterebbe di un appezzamento che nessuno utilizza.

“Purtroppo la risposta è stata negativa, nel senso che la signora di Torino, raggiunta telefonicamente dal primo cittadino, venuta a conoscenza della presenza dei cani, ha negato il suo consenso alla richiesta della concessione del terreno in comodato d’uso – spiega Guglielmo Castagnoli, volontario Aina – Anzi, dopo poche ore davanti alle cucce di Franco e Ciccio, ho trovato un grosso cartone con scritto a mano di spostarle, e questo nonostante ci risulti che questa famiglia non venga mai a Pontinvrea”.

Ora il problema è dove sistemare i quattro orfanelli dopo lo sfratto. “Ma a chi danno fastidio questi cani? Sono anziani e pacifici, non si sono mai spostati a più di 300 metri dalla loro vecchia casa, hanno visto morire sotto la neve il loro padrone, e ora non vogliono allontanarsi da qui – insiste Guglielmo – I ‘quattrozampe’ hanno trascorso qui questo gelido inverno e noi abbiamo provveduto a dare loro riparo in un posto in cui non hanno creato alcun problema. Ora vorremmo che anche il sindaco se ne interessasse nuovamente ma, ultimamente, sta facendo orecchie da mercante”.

Il primo cittadino avrebbe però proposto come soluzione la sistemazione in canile. “Questi cani sono anziani, abituati da sempre a vivere in quelle zone e a vivere insieme: è impensabile pensare al canile come soluzione, perchè per loro significherebbe morire di tristezza. Oltrettutto il mantenimento di 4 cani in canile è anche un impegno di denaro. L’amore per gli animali dei volontari ha evitato finora l’uscita di un’ingente spesa dalle casse comunali e, a quanto mi risulta, il Comune non ha speso un centesimo per aiutarli in qualche modo. Abbiamo anche chiesto un appuntamento al sindaco ma non abbiamo ricevuto risposta. Il nostro intento è quello di farli vivere liberi nella loro zona, creando un’area protetta e recintata: possibile che in quella zona boscosa non ci sia un pezzo di terreno per loro, anche di proprietà del Comune, adatta a loro?”, chiede Guglielmo.

“Quale coordinatore dell’Aina Liguria oltrechè’ ispettore nazionale tutela animali dell’Aina chiedo pubblicamente al primo cittadino un incontro. Chiedo anche ai possessori di terreno boschivo in quell’area di mettersi una mano sul cuore e aiutarci. E’ anche pronta una raccolta firme”, annuncia Cinzia Garsi.

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