Cronaca

Operazione “Dumper”, chiusa l’indagine della Procura per il filone relativo ai reati tributari: sei le persone coinvolte

Savona. La Procura di Savona ha scritto la parola fine su uno dei filoni dell’inchiesta “Dumper” (che aveva portato in manette anche il capo dell’ufficio tecnico di Vado Roberto Drocchi), nello specifico quello relativo ai reati tributari. E’ stata infatti notificata agli indagati, sei in tutto, la fine delle indagini preliminari sull’intreccio di false fatturazioni che secondo l’accusa coinvolgeva, oltre alla Scavo-Ter di Pietro Fotia, anche altre aziende, società o ditte individuali, accusate di aver fornito alla stessa Scavo-Ter documentazioni fasulle allo scopo di frodare il fisco.

Una tesi che aveva portato il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi a chiedere al gip Fiorenza Giorgi di procedere a un “sequestro per equivalente”, nei confronti dell’azienda di cui Fotia è amministratore di fatto, per una somma consistente: 200 mila euro. Sarebbe questo infatti l’importo (così come hanno calcolato gli investigatori della Guardia di Finanza) “risparmiato” grazie alle false fatturazioni contabilizzate per spese mai effettuate, nelle dichiarazioni dei redditi presentate da Scavo-Ter.

Il gip Giorgi avrebbe già dato il suo parere favorevole al sequestro: le procedure di notifica a Scavo-Ter sono in corso e dovrebbero sommarsi a quella già attivata, per 40 mila euro, per un’altra vicenda legata al caso-Dumper: un appalto per il Comune di Vado che sarebbe risultato “gonfiato” rispetto all’effettivo valore.

Proprio a proposito di quest’ultimo sequestro, il legale di Fotia, l’avvocato Giovanni Ricco (da qualche tempo la collega Tiziana Parenti ha dismesso il mandato) ha presentato nei giorni scorsi un’istanza chiedendo di poter permutare il bene posto sotto sequestro (un capannone industriale) con una somma equivalente di 40 mila euro. Anche in questo caso è il giudice per le indagini preliminari Giorgi a dover decidere.

Nel filone dell’inchiesta “Dumper” per il quale il pm ha chiuso le indagini, oltre a Pietro Fotia, sono indagati Maximiliano Gandolfo, titolare della Cg Quasar di Altare; Roberto De Maestri, titolare della Società Costruzioni Generali; Mario Taricco, già titolare dell’omonima ditta di ferramenta e duplicazione chiavi in via Giacchero; Andrea Baccino (Bbg Costruzioni) e Vittorio Baghino (Sale Scavi).

All’inizio in questo stralcio dell’inchiesta era coinvolto anche il legale rappresentante di Scavo-Ter, Donato Fotia, che però non solo non risulta indagato, ma anzi figura come “danneggiato”: nell’ipotesi di reato a carico del fratello Pietro si legge infatti “…all’insaputa del legale rappresentante dell’azienda”. Per la Scavo-Ter e il suo dominus, insomma, un’altra tegola giudiziaria con annessa – salatissima – sanzione pecuniaria che va oltretutto a sommarsi all’interdizione di nove mesi dall’intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni.