Cronaca

Interrogati per i furti nell’Alessandrino i due albanesi in carcere per l’omicidio di Rosa Vivalda

Savona. Sono stati interrogati questa mattina al Sant’Agostino di Savona Viktor Markja, 21 anni, e Eugen Dervishi, di 25, i due albanesi in carcere con l’accusa di aver ucciso Rosa Vivalda Bellino (la pensionata di 88 anni assassinata nel dicembre scorso nella sua abitazione ad Albisola durante un tentativo di furto finito nel sangue) che mercoledì erano stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’interrogatorio di questa mattina era riferito proprio a quest’ultimo provvedimento arrivato nell’ambito di un’operazione della Squadra Mobile di Alessandria che ha sgominato una banda specializzata in furti. I due albanesi hanno scelto di rispondere alle domande del gip Donatella Aschero. In particolare Markja, assistito dall’avvocato Andrea Corso, avrebbe chiarito la sua posizione in merito al possesso di un fucile. L’indagato avrebbe anche negato di essere entrato in un casolare nell’Alessandrino per rubare: “Siamo andati lì solo per nasconderci delle macchinette videopoker, non per compiere un furto” sarebbe la spiegazione fornita.

Anche Eugen Dervishi, assistito dagli avvocati Maurizio Frizzi e Alexia Cellerino, ha risposto alle domande del giudice per chiarire la sua posizione in merito ai furti che gli vengono contestati. Secondo l’accusa i furti venivano compiuti da un paio di soggetti, mentre un altro faceva da palo. In genere prendevano di mira locali pubblici durante la chiusura o case in quel momento disabitate, ma la presenza di persone non rappresentava un ostacolo.

Nelle perquisizioni eseguite durante l’operazione sono stati trovati refurtiva, sostanze stupefacenti, un fucile a pompa con proiettile in canna, chiavi di numerosi veicoli rubati, telefoni cellulari e altro materiale. In tutto le ordinanze sono state sei e oltre a Markjia e Dervishi hanno raggiunto altri cittadini italiani (l’alessandrino Roberto Capra, 25 anni) e albanesi (Sejdi Dozuki ed Edmond Tota), uno dei quali ricercato. A due degli indagati sono contestati l’incendio di una gioielleria a Rivanazzano (Pavia) il 20 febbraio scorso e il danneggiamento di un bar di Vignale Monferrato a fine novembre.

Intanto sul fronte dell’omicidio di Rosa Vivalda il difensore di Markja ha spiegato che il Ris ha depositato le analisi sulla presunta arma del delitto, un piede di porco trovato a casa dei due albanesi, oltre ai riscontri scientifici effettuati sulle impronte digitali rinvenute nell’abitazione: per il piede di porco non sono stati trovati elementi direttamente riconducibili ai due albanesi, anche gli esami sulle impronte sembrano escludere collegamenti diretti con gli accusati del delitto.

Nonostante i risultati di laboratorio la Procura è certa di avere un quadro accusatorio completo, a cominciare dalle intercettazioni e dai riscontri probatori contenuti nell’inchiesta giudiziaria.