Economia

Imu, in arrivo super aliquote nel savonese: 380 case fantasma

Soldi

Savona. Savona è tra le province con i valori catastali più alti in assoluto e con la rivalutazione del 60% prevista dal decreto Salva Italia quei valori faranno un ulteriore balzo all’insù, aumentando ulteriormente le imposizioni che verranno a presto applicate agli immobili. Si passa, oltre tutto, dalla valutazione attuale fatta in base ai locali alle dimensioni dell’immobile.

Le associazioni dei consumatori e di categoria rimangono, con molta preoccupazione, in attesa dell’applicazione della rivalutazione e di sapere quali saranno le aliquote Imu fissate dai Comuni. “I valori catastali sono alti – dice Federico Ascheri, rappresentante delle associazioni consumatori e utenti nel Consiglio della Camera di Commercio – ma il problema è che la rivalutazione delle aliquote avrà una ricaduta pesante sulle imposte che gravano sugli immobili, prima fra tutte l’Imu, penalizzando i consumatori. Anche a livello nazionale si sta monitorando la situazione per vedere se si può fare un intervento di calmierazione”.

Un elemento di critica da parte delle associazioni di categoria riguarda i cosiddetti “immobili fantasma” che alimentano l’evasione totale sulle imposte sugli immobili e nella sola Savona sarebbero circa 380. “A Savona città la batosta Imu, per i proprietari savonesi, sarà più pesante di quanto ci si aspetta a livello nazionale – dice Franco Fenoglio, presidente dell’Uppi, l’associazione dei piccoli proprietari immobiliari -. Viste le aliquote recentemente approvate dal consiglio comunale. Sono solo tre ed altissime, perché se a monte c’è l’aggiornamento dei redditi catastali, aumentati del 60%, la situazione è soprattutto grave ed inaccettabile tenuto cono che sotto l’aliquota massima del 10,6 per mille siano compresi anche l’alloggio semi diroccato, quello affittato a canone elevato, o quello sfitto”.

Tra i suggerimenti, l’Uppi indica l’opportunità di far riferimento ad altre realtà, come quella di La Spezia, “i cui amministratori – conclude Fenoglio – hanno deliberato, in tema di Imu, addirittura 17 aliquote diverse, evidentemente per prelevare i tributi in modo differenziato, cercando di colpire senza usare la mannaia. Per esempio è stata fissata l’aliquota del 10,6 per mille per le seconde case di pregio, il 7,6 per i laboratori artigiani e negozi, il 5 mille per le abitazioni date in comodato gratuito ai figli e via dicendo”.

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